Damascati e broccati all'insegna dell'opulenza

Ha il sapore esotico dell’oriente e quello opulento della ricchezza. Splendente come un gioiello e al contempo rassicurante come un divano della nonna o una vecchia carta da parati.

Che sia tessuto damasco, damascato, broccato o semplicemente ricamato, lo stile è appunto quello della tappezzeria più preziosa e dei tessuti che per secoli sono stati appannaggio unicamente di sovrani, potenti e facoltosi commercianti.

Nato in Cina, pare attorno al V secolo, il damasco è un tessuto monocromatico caratterizzato da un effetto lucido/opaco dato dal contrasto tra ordito e trama. Il nome arriva dall’omonima città siriana, dove fin dal XII secolo c’erano i più grandi produttori ed esportatori, anche se col tempo divennero celebri anche i damaschi italiani, prima quelli di Venezia e Genova e in seguito anche quelli di Vicenza, Parma, Lucca, Caserta, Catanzaro e Palermo.

Si dice damascato, invece, il tessuto che assomiglia al damasco ma utilizza diversi colori.
Il broccato, infine, nasce nel ‘600, in piena epoca barocca, ed ha la particolarità di usare fili d’oro e d’argento.

Sulle calzature di questa stagione lo “stile tappezzeria” è arrivato su décolléte, mocassinipantofole, zeppe e perfino sneaker. Qualunque sia la scelta, l’effetto flamboyant è assicurato.

[in copertina, Strategia PE 2017]