Il settore moda, complice la pandemia, sta sviluppando una maggior attenzione all’ambiente e si sta attivando con misure e soluzioni che contribuiscano a rendere i prodotti moda più sostenibili, dal punto di vista ambientale, sociale, di processo e di prodotto. Su questa strada si è mossa anche Assocalzaturifici che, durante l’assemblea di fine giugno scorso, ha posto l’accento proprio sulla sostenibilità, considerata fra le priorità del settore. “L’Associazione ha registrato un marchio proprio di Sostenibilità (VCS – Verified & Certified Steps) – ha spiegato il presidente Siro Badon – che potrà essere concesso a quelle aziende capaci di raggiungere ed ottenere uno standard qualitativo secondo determinati requisiti. Il funzionamento di questo progetto partirà con una auto-analisi che gli imprenditori possono eseguire in autonomia; ci saranno, poi, dei benchmark di riferimento che diranno quali siano i criteri minimi per essere considerati una azienda sostenibile. Di conseguenza, l’impresa che si posizionerà sopra la soglia di questi canoni potrà essere certificata dall’istituto da noi individuato. L’azienda che, invece, non supererà questa soglia avrà a disposizione il supporto professionale di CIMAC, il laboratorio di Assocalzaturifici che da oltre 30 anni esegue test e certificazioni per assicurare ai prodotti del fashion qualità e sicurezza”.

Inoltre, sulla sostenibilità finanziaria del settore, si gioca una partita importante per il futuro. Va letto in questa prospettiva l’accordo sottoscritto da Assocalzaturifici con Unicredit. Il progetto FinDynamic prevede la costituzione di accordi lungo la catena di fornitura, affinché la liquidità delle imprese capo-filiera sia impiegata a supporto dei fornitori virtuosi, attraverso un sistema di scontistica dinamica. La gestione della supply chain viene affidata automaticamente ad una piattaforma tecnologica. Un approccio innovativo che risponde alla doppia esigenza di tutelare la filiera calzaturiera innovando i processi aziendali.

La formazione è un altro tema caldo e la convenzione con Umana consentirà alle aziende di accompagnare in percorsi di evoluzione i profili meno allineati, reperire e formare le figure dotate di nuove competenze per rispondere alle sfide del nuovo contesto industriale e commerciale. Sono in cantiere, inoltre, altri progetti centrati sul digitale, sulla tracciabilità del prodotto utilizzando la tecnologia blockchain, e sulla creazione di un marketplace dedicato al consumatore finale.