E’ questo il claim della quinta edizione della Settimana Anticontraffazione (19-25 ottobre) che affronta un tema caldo e che coinvolge non solo le aziende e lo Stato, ma tocca anche i consumatori. Una piaga per l’economia mondiale che nel settore moda, secondo i dati Ocse, ammonta a un valore di 5.2 miliardi di euro. Il  made in Italy è duramente colpito, causando alle aziende 1.3 miliardi di euro di danni per le mancate vendite e 1.4 miliardi ai consumatori per il costo pagato ingiustamente nella convinzione di acquistare un prodotto autentico.

Per questo motivo le Associazioni di Confindustria Moda, fra cui Assocalzaturifici (il 10% delle scarpe sportive e classiche contraffatte in Europa è italiano, ha detto il presidente Siro Badon), sono impegnate da anni in questa lotta, per sensibilizzare il consumatore a non acquistare prodotti fake, nella maggior parte dei casi realizzati con componenti e coloranti altamente nocivi alla salute.

Una serie di interessanti incontri hanno animato la scorsa settimana di ottobre. Uno di questi ha avuto come tema: “L’impatto della contraffazione sul settore moda: le esigenze del mondo delle imprese e la risposta delle istituzioni”, moderato da Serena Moretti, direttore affari legali di Confindustria Moda, con gli interventi video dei presidenti delle Associazioni aderenti, seguiti dalle Istituzioni nella persona del Ministro Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che ha sottolineato come si tratti anche di un fenomeno culturale che va combattuto già dalla scuola secondaria. La lotta alla contraffazione coinvolge anche l’Agenzia delle Dogane, che collabora con le associazioni e con i titolari dei diritti di proprietà intellettuale, lesi appunto dal fenomeno, e la Guardia di Finanza il cui portavoce ha evidenziato come nel biennio 2018-19 ci sia stata una impennata del 30% dei sequestri di merce contraffatta  soprattutto legati al territorio, trattandosi di criminalità autoctona. Venendo a dati più attuali, nel primo semestre 2020 la moda rappresenta il 6% del totale dei sequestri. Un fenomeno che si è acuito con la pandemia, coinvolgendo anche le vendite online, che non sono tutelate. Un dato interessante e inaspettato, emerso dall’incontro, è che accanto alla Cina e alla Turchia, si stanno affacciando mercati “emergenti” impegnati nella contraffazione, come ad esempio la Grecia.

Ecco quindi il significato del claim coniato dalle Associazioni del settore moda “La lotta alla contraffazione parte anche da te”, per sensibilizzare i consumatori, consapevoli o inconsapevoli al momento dell’acquisto, e tutelare la loro salute. Tre le parole chiave: prevenzione, informazione e tutela. Naturalmente la tracciabilità del prodotto è un aiuto fondamentale per arginare il fenomeno che coinvolge lo stile e il design dei prodotti, soprattutto quelli più innovativi, il marchio del prodotto e il marchio CE.

Flavia Colli Franzone