Nel settore moda, tessile e calzature nei prossimi cinque anni saranno a disposizione dei giovani circa 45.000 posti di lavoro. Un potenziale enorme per le aziende e le nuove generazioni se sapranno cogliere le opportunità di trasformazione e di nuove professioni, che le scuole e gli Istituti professionali stanno adeguando alle sfide imposte dal mercato.
Un tema quindi di grande attualità che è stato dibattuto al workshop “Moda, Business, nuove e antiche professioni” durante Fashion Graduate Italia dello scorso ottobre a Milano. Piattaforma Sistema Formativo Moda, presieduta da Giulia Pirovano, sta facendo molto, anche attraverso l’evento Fashion Graduate, per sviluppare progetti cruciali per il settore, che spaziano dalla mappatura delle professioni moda, all’accelerazione dei processi creativi, produttivi e commerciali. 

I relatori al workshop “Moda, Business, nuove e antiche professioni”

L’evoluzione del settore moda passa anche attraverso il cambiamento del sistema fieristico, come ha sottolineato Tommaso Cancellara, direttore generale Assocalzaturifici: “Le fiere tradizionali sono morte – ha detto – i market place sono il futuro. Un esempio è la verticalizzazione del Micam, che nelle ultime edizioni ha aggregato sfilate, workshop, influencer e scuole. Ma attenzione: in un momento in cui la digital disruption ha preso il sopravvento è importante anche che la fiera rimanga un momento di incontro, di scambio di opinioni”.

Un concetto condiviso da Beppe Pisani, presidente CNA Federmoda Lombardia, che conferma: “Fiere come Milano Unica implicano una presenza fisica degli operatori che devono vedere e toccare i tessuti. Proprio in questo campo si sente la necessità di nuovi corsi più approfonditi per la ricerca dei tessuti e il controllo di qualità, mentre ci sono tante scuole che formano gli stilisti”. Raffaella Caprioglio, presidente Umana, agenzia per il lavoro “generalista”, in grado di offrire anche soluzioni in aree specialistiche fra cui moda e lusso, si rende conto che le aziende stesse fanno fatica a individuare le figure professionali che oggi servono lungo tutta la filiera che necessita di competenze specifiche. Per questo diventa fondamentale e necessaria una formazione sempre più specifica e mirata, come ha sottolineato Paola Negrone della Regione Lombardia “tanto che è stato creato un Assessorato alla moda, per essere più vicino alle esigenze del settore che oggi vertono anche sulla sostenbilità”, ha detto.
E le scuole tecniche sono fondamentali e non devono essere considerate di serie B. Regione Lombardia si sta impegnando in un’azione di divulgazione e informazione presso i giovani. “Dietro a un abito o a un accessorio, ci sono tante mani, persone e c’è vita”, ha detto Lara Magoni, Assessore con delega alla moda.
Bisogna solo attirare i giovani!