Da sinistra a destra: Pasquale Della Pia (Vice presidente Assocalzaturifici), Alessandro Saggioro (Sapienza Univ. di Roma, Direttore Dottorato Storia dell’Europa), Antonella Mulè (Responsabile del Portale degli archivi della moda Istituto Centrale per gli archivi) e Olga Melasecchi (Direttrice del Museo Ebraico di Roma)

All’Università  Sapienza di Roma si è svolto l’8 novembre scorso il Convegno di StudiLa moda nel patrimonio culturale”. Uno degli interventi era focalizzato su “Il patrimonio culturale dei distretti calzaturieri italiani”.

Il relatore Pasquale Della Pia, vicepresidente di Assocalzaturifici, dopo una breve panoramica sul settore calzaturiero, uno dei pilastri del sistema moda, ha spiegato che il successo è legato alla struttura stessa del settore, alla filiera che mette in relazionei fornitori delle materie prime, dei componenti, degli accessori, delle macchine in un continuo scambio di informazioni tra le diverse professionalità che operano all’interno delle aziende”.
Una sorta di ecosistema con la caratteristica dell’eccellenza, che accomuna le aziende e i distretti. “Le nostre imprese – ha detto Della Pia – sono concentrate in aree ben specifiche, in distretti, situati prevalentemente in 7 regioni: Marche, Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Campania e Puglia, interessando ben 23 province. Oserei persino dire che i distretti sono “sostenibili” in quanto troviamo all’interno tutto ciò che serve per produrre una calzatura”.

Dopo una analisi delle caratteristiche dei vari distretti italiani, tutti a forte vocazione all’export e ad alta concentrazione di maestranze specializzate, Della Pia ha concluso che: “Fare rete attraverso i distretti non ha soltanto una qualità competitiva ma rappresenta quei valori di unità, fiducia, solidarietà, lealtà che caratterizzano una comunità che condivide obiettivi comuni e che vuole crescere insieme coltivando l’eccellenza tipica della nostra italianità”.