La gorgiera è l’elemento che ispira la collezione d’esordio

Quanto contano per un designer l’amore per il proprio paese e la tradizione del territorio in cui è nato?  Tanto, se questi valori diventano fonte di ispirazione per creare una linea di calzature.

A questo fascino non si sottrae Andrea Mondin che nella sua collezione di esordio per l’AI 16/17 rende omaggio alla sua regione d’origine, il Veneto (è nato in provincia di Treviso), e in particolare alla tradizione dell’artigianato tessile di Venezia, prendendo la gorgiera come filo conduttore dei suoi modelli.

Questo elemento pieghettato, dettaglio del guardaroba maschile e femminile del XVI e XVII secolo, che le merlettaie veneziane hanno elevato a vero e proprio virtuosismo da indossare, incornicia il piede nei vari modelli di calzature, dai sabot agli stivaletti.

La gorgiera viene realizzata a mano da un’azienda toscana, mentre le calzature sono prodotte a Parabiago.

Sono proprio i periodi di crisi e di rottura che creano un terreno fertile per le nuove idee

La passione di Andrea per gli accessori, oltre che dal territorio, è alimentata dagli studi negli Istituti di moda e dalle esperienze di lavoro presso Roberto Cavalli, Dolce&Gabbana e infine Versace, dove segue la linea di calzature uomo e donna Versus e Versace Jeans.

Fino alla creazione del brand Andrea Mondin. “È un’idea che ho avuto fin da bambino – spiega –  sono sempre stato affascinato dalla bellezza e dagli equilibri estetici, così ho scelto di costruire il mio percorso formativo procedendo in questa direzione. Poter realizzare la mia collezione è un’idea che si è finalmente concretizzata anche grazie all’esperienza maturata nel settore”.

Una scelta coraggiosa, in un contesto economico complicato, ma che non sembra spaventarlo. “Credo che in questo momento il mercato sia davvero saturo di idee – commenta – I prodotti proposti sono spesso frutto di rielaborazioni di concetti già visti. Pensare, progettare e proporre qualcosa di nuovo e diverso in una situazione così difficile può rivelarsi la mossa vincente. Sono proprio i periodi di crisi e di rottura che creano un terreno fertile per le nuove idee”.  

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