La mostra, aperta fino al 6 novembre, illustra la rappresentazione della mascolinità attraverso abiti e accessori

[In cover: Installation view of Fashioning Masculinities at V&A,

featuring Alessandro Michele for Gucci look worn by Harry Style]

In un momento di creatività senza precedenti nella moda maschile e di riflessione sui generi, Fashion Masculinities: The Art of Menswear esplora come i designer e i sarti hanno costruito e rappresentato la mascolinità, liberando l’abito maschile dagli stereotipi, in un continuo dialogo fra passato e presente, fra arte e moda. Sponsorizzata da Gucci, la mostra ha aperto i battenti il 19 marzo al Victoria and Albert Museum di Londra e chiuderà il 6 novembre. Presenta 100 outfit e 100 opere suddivisi nelle tre sezioni Undressed, Overdressed, Redressed, dove abiti contemporanei e spesso provocatori di stilisti e star dello spettacolo sono accostati a sculture classiche, quadri rinascimentali, fotografie iconiche, filmati e performance. Dai look di Gucci, Harris Reed, Grace Wales Bonner e Raf Simons, ai quadri di Sofonisba Anguissola, Kehinde Wiley e Joshua Reynolds, dalle opere contemporanee di Robert Longo, Omar Victor Diop and Yinka Shonibare CBE, a un estratto della perfiormance di danza di Matthew Bourne’s New Adventures, la mostra spiega la varietà di mascolinità attraverso i secoli dal Rinascimento a oggi. Non mancano nomi che hanno segnato un cambiamento di stile e di gusto nella moda maschile, anche attraverso l’uso dei tessuti, da Jean Paul Gaultier a Dolce& Gabbana, da Virgil Abloh per Off White a Alessandro Michele per Gucci e Kim Jones per Fendi, passando per Prada, Versace, Alexander McQueen. La mostra culmina nella celebrazione di tre abiti iconici e gender fluid da red carpet fra cui quello indossato da Billy Porter ai Golden Globe del 2019.