Punta tutto sulla qualità quest’impresa familiare con più di un secolo di storia

LA NASCITA

Quando un’azienda di famiglia supera il secolo d’età, a volte diventa complicato risalire fino alle origini. Nel caso dell’impresa calzaturiera artigiana Gravati, c’è una vecchia foto a testimoniare chi, quando e dove. È uno scatto datato 1914, che mostra il fondatore, Cesare Gravati, insieme alla sua famiglia e ai suoi dipendenti nella bottega di Vigevano, dunque nel cuore di uno dei distretti calzaturieri più importanti e conosciuti a livello mondiale.

Di Cesare Gravati si sa poco. Quel che è certo è che nel 1909, quando nacque suo figlio Mario, la piccola impresa stava muovendo i primi passi nella produzione di scarpine da bambino. Poi la cronologia dei fatti è costretta a fare un balzo di qualche decennio, fino al dopoguerra, quando Mario Gravati, ormai un uomo, prese in mano l’azienda, trasformandola in una vera e propria industria, abbandonando le scarpe per l’infanzia e dedicando interamente le energie produttive alle calzature maschili.

LA CRESCITA

Nel corso dei decenni Gravati si fece conoscere in Italia e all’estero, ma è solo tra gli anni ‘70 e ‘80 che l’attività conobbe un vero e proprio periodo di “boom”, sull’onda del successo di modelli classici — dalle stringate ai mocassini — di altissima qualità.

Il 1980, nel pieno di quel periodo d’oro, segnò anche l’arrivo della terza generazione, con i fratelli Cesare ed Ettore Gravati. Praticamente cresciuti in azienda, grandi lavoratori ed entrambi di poche parole, si divisero fin da subito il lavoro e la fabbrica: Ettore, al piano superiore, a occuparsi di modelleria e giunteria; Cesare a quello inferiore per star dietro ai fondi e all’amministrazione, coadiuvato, in quest’ultima attività, dal fratello.

Negli anni ‘90 alla linea da uomo andò ad affiancarsi quella da donna, anche questa di impronta classica, fabbricata con le stesse tecniche dei modelli maschili.
Ancora oggi i fratelli Gravati guidano l’impresa di famiglia, sempre puntando su ciò che sanno fare bene, e cioè scarpe di qualità e senza tempo.

LA QUALITÀ

La scarpa Gravati è confezionata nel modo tradizionale. Dal taglio alla finitura, ogni singolo passaggio viene eseguito all’interno del calzaturificio e tutte le scarpe vengono assemblate sulla forma, senza ricorrere a componenti prefabbricati e utilizzando le principali tecniche di costruzione: Goodyear, a sacchetto, Blake.
I materiali utilizzati sono tutti di altissima qualità, apprezzati da clienti che arrivano principalmente da Stati Uniti ed Europa, attualmente i due mercati più importanti.

IL FUTURO

«Si fa fatica a trovare la manodopera, qui a Vigevano i calzaturifici sono molti meno rispetto a una volta e tra i giovani, purtroppo, sono pochi quelli che aspirano a lavorare in questo settore», dice con amarezza Ettore Gravati.

In un mercato ormai dominato dalle sneaker, per le calzature classiche è un momento difficile. Per questo negli ultimi anni l’azienda sta provando a tenersi aggiornata con le tendenze in continuo cambiamento, puntando anche su modelli più sportivi.

VEDI TUTTI GLI ARTICOLI DELLA RUBRICA