Dalle scarpine da bambino, indossate anche dai figli delle celeb, a quelle da uomo extra-size

GLI INIZI

Quella del fermano, nelle Marche, là dove ora sorge uno dei distretti calzaturieri più importanti a livello internazionale, prima della Seconda guerra mondiale era zona di ciabattini. Tra questi piccoli artigiani, che realizzavano principalmente ciabatte e zoccoli, c’era Luigi Gallucci, che si guadagnava da vivere con la produzione di zoccoli in legno, insegnando poi il mestiere ai suoi due figli, Mario e Giuseppe.

Nel dopoguerra, durante la ricostruzione, quando le piccole attività del territorio cominciarono a strutturarsi e produrre calzature da uomo, donna e bambino, Mario e Giuseppe Gallucci decisero di aprire la loro bottega. Erano i primi anni ’50, e i due fratelli si specializzarono in scarpine ortopediche.
Dopo un paio di decenni di grande attività e di continua crescita, i Gallucci decisero di utilizzare la grande esperienza maturata per far evolvere i propri prodotti in calzature alla moda, mantenendo però le medesime caratteristiche delle scarpe ortopediche in fatto di qualità e di attenzione alla crescita sana del piede di bambini e bambine.

LA CRESCITA

La vera, grande svolta, però, arrivò nei primi anni 2000. Mentre i diversi mercati in cui i loro prodotti erano più presenti — Nord Europa, Est Europa, Stati Uniti e Italia — crescevano costantemente, la famiglia prese la decisione di costruire un nuovo stabilimento produttivo e di trasformarsi in una piccola industria.

Nel 2010, con l’ingresso in azienda di Gianni Gallucci, figlio di Giuseppe, si ebbe un’ulteriore evoluzione, allargando la produzione alle calzature da uomo. All’interno dello stabilimento venne dunque creata una nuova linea produttiva, che portò al lancio, nel 2014, del marchio Gianni Gallucci.

Oggi Gallucci, poco più che trentenne, dirige l’azienda e cura la parte stilistica sia della linea bambino sia di quella che porta il suo nome, mentre il padre Giuseppe e la madre Anna Maria si occupano prevalentemente della parte amministrativa.
«Si nasce in una zona in cui le calzature sono tutto, sono “nel sangue”», racconta Gianni Gallucci a Italian Shoes. «Si respira questa aria fin da piccoli e, crescendo si affinano determinate capacità e talenti. Siamo innamorati di questo mestiere e ogni volta ci impegniamo a studiare una nuova tecnica per rendere il prodotto sempre migliore».

LA QUALITÀ

Attualmente il calzaturificio Gallucci lavora soprattutto con i mercati esteri, esportando quasi il 90% di una produzione che va dalle scarpine da culla fino alle extra-size da uomo, quindi numeri che arrivano al 53-54.
Le calzature sono realizzate con materiali di altissima qualità e costruite con la tecnica Goodyear (gli unici al mondo a farlo anche sulle scarpe da bambino), della quale hanno anche brevettato una variante.
«È una delle tecniche più complete e complesse che ci siano», spiega Gianni Gallucci. «Ha bisogno di circa 240 passaggi e necessita di persone molto esperte per realizzarla».

Posizionati nella fascia “lusso” i prodotti a firma Gallucci hanno clienti come le famiglie reali di Svezia e del Belgio, alcuni tra i più importanti personaggi dello star system americano e l’intera lega NBA, essendo l’azienda da un paio di anni la fornitrice ufficiale degli All Star Game.

Molto importante è anche la sostenibilità ambientale. Nel 2012 la società ha intrapreso un percorso per rendere l’attività più ecosostenibile, a partire dallo stabilimento (tramite pannelli fotovoltaici, raccolta delle acque piovane, raccolta differenziata), per poi agire anche su tutta la fase produttiva e sullo stesso prodotto, tanto che oggi le calzature Gallucci sono arrivate ad essere realizzate con quasi il 100% di materiali a basso impatto ambientale.

IL FUTURO

«In questo momento, in piena pandemia globale, ci si ferma a pensare con quali strategie affrontare il futuro», ammette Gianni Gallucci, spiegando che, a differenza del passato, l’azienda si sta concentrando soprattutto su quello che lui definisce il mercato “senza bandiera”, cioè quello digitale.
Per questo hanno potenziato il loro e-commerce e implementato una piattaforma B2B, per essere virtualmente più vicini ai loro rivenditori.

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