Le linee per la danza e per il wedding si completano con le scarpe per tutti i giorni e con modelli su misura

[In cover: Massimo Arcolin e Laura Zmajkovicova indossano scarpe Paoul]

La scelta di produrre alcune tipologie di calzature è determinata spesso dalla necessità di colmare nicchie di mercato dove mancano scarpe belle e ben fatte, che mettono a frutto il knowhow del made in Italy. Così nascono le scarpe da ballo Paoul quando, nei primi anni Settanta, Paolo Pizzocaro inizia a ballare il valzer a rovescio e non trova buoni modelli da ballo italiani, ma si dovevano far arrivare dall’Inghilterra o dalla Germania. E’ troppo forte per lui la tentazione di realizzare alcuni campioni, facendo tesoro dei suggerimenti dei maestri di danza. E così, grazie all’esperienza maturata negli anni Cinquanta e Sessanta nel suo laboratorio anche con altre tipologie di scarpe, presenta il suo primo modello Enchufla, ancora oggi disponibile a catalogo, consacrando il marchio nell’ olimpo delle scarpe da ballo. Una produzione, dunque, che lo lega da subito al mondo della danza sportiva, tanto da iniziare come sponsor del primo campionato mondiale di ballo a Udine, iniziativa che prosegue per 13 edizioni con il Trofeo Paoul dando inizio al processo di internazionalizzazione dell’azienda.

Una scarpa da ballo di Paoul

Sempre con il DNA del ballo nel sangue e l’heritage con radici ben salde nel territorio della Riviera del Brenta, con l’ingresso in azienda delle figlie Katia e Cinzia il brand amplia la produzione al segmento sposa e cerimonia, tanto che nel 2012 le collezioni si differenziano in Dance, Wedding e Theatre. Nel mondo del teatro e dello spettacolo, infatti, le scarpe Paoul si vedono ai piedi di attori, comici come Claudio Bisio e Paola Cortellesi a Zelig, presentatori e ballerini in programmi come Ballando con le Stelle e poi durante il Ballo del Doge di Antonia Sautter, in Romeo e Giulietta indossate dai protagonisti, e ancora a X Factor, nel musical Karol Wojtyla, e nello show Panariello sotto l’albero indossate dal protagonista, solo per citare alcuni esempi.

“Fino al periodo pre-pandemia – conferma Katia Pizzocaro – la linea Dance rappresentava ancora il 95% del fatturato, grazie alla qualità del prodotto e alle sue caratteristiche, tanto che viene definito la Ferrari della scarpa da ballo. Siamo infatti molto conosciuti e specializzati nell’agonismo nazionale e internazionale, soprattutto le danze latino-americane. Tutte calzature studiate con i massimi professionisti della danza in 50 anni di storia del brand e che hanno come caratteristica il comfort estremo, materiali traspiranti e flessibili, dai pellami conciati al naturale, ai tessuti come i rasi. Ogni ballo richiede poi modelli specifici, ad esempio il sandalo per la donna nella danza latino- americana, mentre la décolleté è protagonista per la danza standard o per i balli amatoriali.  Il tango argentino, spesso ballato in contesti molto eleganti, richiede una scarpa spuntata o un sandalo minimale, ma molto di design. Quindi ogni calzatura è progettata in modo da sostenere certi passi ed esercizi”.

Le scarpe per il wedding

Nel 2020 nasce la linea Daily, con modelli che coniugano moda e confort, fra cui le sneaker, per avvicinarsi a un pubblico più vasto che si riconosce anche nella brand ambassador Francesca Tocca che indossa le scarpe Paoul nelle puntate di Amici. Fino ad arrivare alle calzature tailored con modelli unici e personalizzabili con la misurazione del piede attraverso video call e contatti sempre più ravvicinati alla clientela grazie ai canali social.

Se Katia e Cinzia hanno le idee chiare sul futuro del brand, il legame con il passato è tenuto vivo dal museo, che racconta la storia dell’azienda che va di pari passo con l’evoluzione del distretto della Riviera del Brenta.

E’ un progetto che stava molto a cuore a mio padre – spiega Katia Pizzocaro che segue la parte amministrativa e l’ecommerce, mentre la sorella Cinzia è impegnata sul fronte dello stile e del rapporto con i fornitori – e che mostra i macchinari disposti secondo la cronologia, a partire da quelli in uso prima dell’avvento dell’industria, arricchiti da oggetti e attrezzature di un secolo fa, collezionati da mio padre.  Con questa iniziativa vogliamo offrire a visitatori e studenti un percorso immersivo ed esperienziale per avvicinare le persone all’essenza della calzatura”.

Flavia Colli Franzone