In Toscana, una storia che prosegue da tre generazioni

LA NASCITA

Al centro di uno dei poli calzaturieri italiani più importanti del primo ‘900, Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, negli anni ‘50 visse un grande fermento a livello industriale, favorito anche dalla vicinanza con il distretto del cuoio toscano.
Fu in quell’epoca di boom economico che Dario Lepori — proveniente da una famiglia contadina e impiegato in un’altra ditta di scarpe — decise di mettersi in proprio e fondare il suo calzaturificio. Era il 1956 e la crescita fu rapidissima.

«Erano altri tempi» racconta oggi Giacomo Lepori, nipote di Dario. «Pochi mesi dopo aver aperto l’azienda, mio nonno è riuscito a comprarsi la casa».
Contemporaneamente titolare e modellista, Dario costruì in breve tempo un’attività di successo attorno a un prodotto in particolare: il mocassino. Di qualità, ma veloce da realizzare, negli anni ‘70 il calzaturificio arrivò a produrne quasi un milione di paia all’anno, facendo guadagnare al fondatore l’appellativo di “re del mocassino”, titolo che diversi anni dopo sarebbe stato ereditato da suo figlio Daniele Lepori.

LA CRESCITA

In un mercato in continua trasformazione, l’azienda di famiglia si trovò più volte a dover ricalibrare l’attività, passando dal lavorare per grossi clienti internazionali al lanciare dei propri marchi.

A partire dalla fine degli anni ‘70, ad affiancare Dario arrivò la seconda generazione, con i fratelli Daniele (dal 1978-79) e Simone Lepori (dagli anni ‘90).
Fu Daniele, modellista come il padre e in seguito anche titolare, a lanciare in brand che porta il suo nome — D.Lepori. Nato negli anni ‘80, il marchio è oggi al centro delle strategie aziendali.

Dopo l’apertura di un nuovo, moderno stabilimento a Ponte Buggianese, dal 2004 sede del calzaturificio, nel 2008 si è affacciata la terza generazione della dinastia dei “re del mocassino”, rappresentata dal già citato Giacomo Lepori, mentre sua sorella e i suoi due fratelli si stanno avvicinando ora, gradualmente, al lavoro dell’azienda.

LA QUALITÀ

Nonostante il mocassino rappresenti ancora il focus principale, le collezioni — sia per uomo che per donna — sono costituite anche da stringate, sneaker e stivaletti.
La scelta dei materiali di prima qualità, in primis il pellame, è una delle caratteristiche dei prodotti D.Lepori, insieme all’artigianalità e alla produzione rigorosamente Made in Italy.

Oggi l’attività dell’azienda si divide tra il proprio brand e il “private label” in collaborazione con grandi clienti di tutto il mondo.
Per D.Lepori i mercati principali sono quello italiano (soprattutto nelle località turistiche), quello europeo e quello orientale, specialmente il Giappone, dove il marchio è conosciuto e apprezzato da tempo, e, più di recente, la Corea del Sud.
Per la produzione private label, invece, il calzaturificio esporta le sue scarpe ovunque, lavorando molto con gli Stati Uniti.

IL FUTURO

Secondo Giacomo Lepori la priorità, attualmente, è investire nel brand, cercando di raggiungere una certa unità stilistica e andando a costruire un’identità forte, soprattutto grazie alla comunicazione. Sui canali social stanno collaborando con gli influencer e tentano di mettere in piedi una rete di artigiani e produttori Made in Italy capaci di supportarsi a vicenda e di diventare gli uni testimonial degli altri.

Altro aspetto sempre più importante — vista la crisi del mondo retail — è la vendita diretta. Grazie allo shop online, infatti, c’è maggior convenienza sia per il produttore che per il cliente finale.

Oltre a questo, l’azienda punta anche ad avere e mantenere buoni clienti per l’attività di private label, così da poter proseguire con una buona produzione e superare di slancio le continue trasformazioni dei mercati.

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