Dai Grand Tour di fine ‘800 alle nuove sfide dei mercati internazionali

GLI INIZI

Quando un’azienda ha alle spalle una lunga e gloriosa storia che si sviluppa a cavallo di ben tre secoli, le origini sembrano perdersi nella nebbia del tempo e assumono il sapore della leggenda.
Se il “certificato di nascita” ufficiale del calzaturificio Barrett cita il 1917 come l’anno di fondazione dell’azienda, in realtà le radici affondano nel XIX secolo, quando a Parma lavorava una piccola ma prestigiosa bottega di calzolai, Tanzi e Zanlari.

È proprio lì che, in un anno imprecisato tra la fine dell ‘800 e i primi del ‘900, entra John Richardson Barrett, distinto uomo d’affari britannico, all’epoca proprietario di una conceria nell’East End di Londra. In Italia per compiere il classico Grand Tour, una volta giunto a Parma pensa di acquistare delle scarpe adatte al clima mediterraneo. Si innamora delle calzature realizzate da Tanzi e Zanlari, dei quali diventa prima affezionato cliente e in seguito fornitore di pelli. Nel 1917, infine, decide di entrare in società.

Una prima fase di grande crescita, durante la quale Barrett diventa uno dei marchi maggiormente apprezzati nei più prestigiosi negozi italiani di calzature e abbigliamento, viene interrotta dalla Seconda guerra mondiale. L’attività viene convertita in produzione di forniture per l’esercito ma — al termine del conflitto — l’azienda fatica a risollevarsi.

Nel 1952, poi, la vera svolta. Eliseo Putzolu, allora giovane imprenditore appassionato di scarpe di lusso, nonché cliente Barrett, si propone come socio per tentare di riesumare gli antichi fasti del brand. Il suo entusiasmo e le sue strategie funzionano e da allora la famiglia Putzolu lega il proprio nome in maniera indissolubile a quello del marchio.

LA CRESCITA

Negli anni ’60 e ’70 politici, attori e scrittori portano ai piedi calzature Barrett (uno dei clienti più celebri: Marcello Mastroianni) e il mercato si amplia sempre di più, grazie all’altissima qualità della manifattura, al sapore british e a uno stile impeccabile, caratteristiche che si riflettono anche nella linea sportiva Blu Barrett, lanciata nel 1999.

Nel frattempo l’azienda passa nelle mani di Paolo Putzolu, figlio di Eliseo, che nel 1997 prende le redini dell’attività e la traghetta verso nuovi successi, espandendo il giro d’affari anche all’estero e spianando la strada all’arrivo della nuova generazione, rappresentata da Antonio Putzolu, figlio di Paolo e nipote di Eliseo, che comincia a lavorare nella società di famiglia a 24 anni, dopo una laurea in economia, diventando vice-presidente nel 2002.

Oggi Barrett è presente in oltre 25 paesi, con negozi monomarca disseminati tra Milano, Parigi e Mosca.

LA QUALITÀ

Interamente Made in Italy, le calzature Barrett sono lavorate a mano, con materiali pregiati, in ogni fase della produzione, dal taglio della tomaia alla tintura. Gli artigiani utilizzano le più tradizionali e complesse tecniche di lavorazione — dalla Norvegese alla Blake, dalla Goodyear alla Bolognese “a sacchetto, quest’ultima ormai utilizzata da pochissime aziende in tutto il mondo.

Ogni modello nasce dalle forme in legno, che negli stabilimenti Barrett vengono conservate in modo tale da poter produrre anche i modelli storici e non solo le ultime collezioni. Il comfort, pure per i piedi più difficili, è una delle bussole che guidano i mastri-artigiani nel loro lavoro. E c’è anche la possibilità di ordinare scarpe su misura.

IL FUTURO

Nel 2017, per festeggiare il centenario dell’attività, Barrett ha fatto uscire un mocassino celebrativo, versione contemporanea di quello che, nel 1969, valse all’azienda il Premio “Sinfonia d’argento” a Sanremo e prodotto con la tecnica Goodyear “Reverse” (che consiste nel cucire la tomaia al contrario sulla suole e poi rivoltarla durante la fase della “messa in forma”).

La Russia attualmente è il mercato più importante, ma la strategia di Paolo e Antonio Putzolu è di puntare sui nuovi mercati emergenti, facendo leva sul Made in Italy, sulla qualità e sul prestigio del marchio, che oltre alle calzature produce internamente anche accessori come borse, cinture e piccola pelletteria, nonché kit per la cura della scarpe.

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