Dai ciabattini di San Mauro Pascoli alla conquista della Russia

GLI INIZI

Le storie, talvolta, assomigliano agli alberi. Nascono quasi per caso, come un seme portato dal vento che finisce su un terreno fertile, poi affondano le proprie radici nel passato e crescono, irrobustendosi con l’andar del tempo, resistendo ai periodi bui e gettando nuovi rami nel futuro.

Quella di Baldinini è una storia del genere, cominciata probabilmente proprio sotto l’ombra di qualche albero tra i tanti che dovevano esserci, un secolo fa, nella tenuta agricola dei principi Torlonia: “la Torre”, come viene comunemente chiamata, attorno alla quale, a partire dal ‘700, ha cominciato a svilupparsi la cittadina oggi conosciuta come San Mauro Pascoli, nota a livello mondiale per le sue imprese d’eccellenza nel settore calzaturiero.

Nei cortili della Torre e delle case vicine, oltre alla coltivazione dei campi, all’allevamento degli animali e alla tessitura, fiorivano le attività artigianali. C’erano anche i ciabattini, che spesso giravano per tutta la zona, confezionando e riparando le scarpe da lavoro dei contadini. Due nomi sono arrivati fino a noi, quello dei Pollini e quello dei Baldinini, famiglie che più o meno nello stesso periodo, agli inizi del ‘900, hanno trasformato la loro attività itinerante in botteghe stanziali.
Ecco il seme della nostra storia, che inizia nel 1910, in piccolo, e negli anni cresce sempre di più.

Durante la prima guerra mondiale, in una di quelle botteghe, si producono calzature per i militari, cucite a mano, al banchetto, con ottimi pellami. Lì lavorano i nonni e poi i genitori di Gimmi Baldinini: Giovanna Pollini e Bruno Baldinini.
Gimmi è appena un bambino quando comincia a imparare il mestiere. Nel frattempo studia, dimostrando un grande talento per la musica, in particolare il clarinetto. A un certo punto, da ragazzo, si trova a dover scegliere tra una carriera come clarinettista sinfonico e l’attività di famiglia.
Nei primi anni ’70, una volta assolti gli obblighi di leva, Gimmi sceglie le calzature.

LA CRESCITA

Quando prende le redini dell’azienda, l’impresa è ancora di dimensioni contenute: si lavora al banchetto, ci sono poche macchine, è quasi tutto fatto a mano. Gimmi, però, ha un’idea: «Ho pensato che il mondo è grande e quindi ho cominciato ad esportare all’estero», racconta il signor Baldinini a Italian Shoes.
La Germania è il primo mercato ad essere conquistato, poi la Svizzera e il resto dell’Europa.

Nel 1974, con il lancio dei sabot, Baldinini ottiene il suo primo, grande successo: vengono prodotte 500 paia al giorno. E quello è solo l’inizio.
Una seconda svolta arriva nei primissimi anni ’80, quando l’imprenditore decide di andare in Russia per esplorare le possibilità di allargare l’attività fin lì. Dietro la cosiddetta Cortina di Ferro trova un mercato lì dove fino a quel momento nessuno era riuscito a vederne uno.
Il successo è travolgente e in qualche anno quello russo diventa il giro d’affari principale per l’azienda, che nel frattempo continua a ideare e produrre calzature che diventano oggetti del desiderio e veri e propri pezzi-icona, sia da uomo che da donna.

LA QUALITÀ

Al suo apice, Baldinini ha 450 dipendenti e negozi in tutto il mondo.
Dopo qualche anno di difficoltà, dovute soprattutto alla contrazione del mercato russo, oggi l’impresa è di nuovo in crescita e oltre alle calzature produce anche accessori in pelle e — attraverso le licenze — abbigliamento, occhiali, orologi, profumi e gadget.
Un vero e proprio “stile Baldinini”.

«Un grande marchio, delle calzature belle e di qualità, e un design nuovo, che sorprenda le persone: ecco le tre cose più importanti», spiega Gimmi Baldinini, che racconta anche di come i clienti-tipo siano quelli che amano la moda ma che non è facile convincere ad acquistare. «Quando si affezionano, però, poi non li perdi più», dice.

IL FUTURO

Uno dei fari nel distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, Baldinini ha celebrato i 100 anni nel 2010, con una grande festa, e di recente ha deciso anche di rendere omaggio alla propria storia con il progetto Archivio, che punta a dare un tocco di contemporaneità ad alcune calzature emblematiche prodotte in passato.

Intanto la nuova generazione ha già iniziato a rimboccarsi le maniche, con le due figlie di Gimmi Baldinini e i loro mariti, per arrivare sempre pronti alle nuove sfide che riserverà il futuro, e continuare a far crescere quel grande albero che è la storia di una famiglia partita dai ciabattini nei cortili della Torre.

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