Una piccola impresa di famiglia a due passi dalla costiera amalfitana

GLI INIZI

Sono gli anni ‘60 e siamo sulle rive del fiume Sarno, a Scafati, una manciata di chilometri dal golfo di Napoli e dalle meravigliose rovine di Pompei. È lì che Gaetano Davide, all’epoca poco più che ventenne, decide di aprire il suo laboratorio di calzature. Con alle spalle qualche anno di esperienza in uno dei formifici della zona, il giovane Gaetano è abile nella lavorazione del legno ed è quindi un passaggio più che naturale quello che lo porta a iniziare la produzione di zoccoli per un mercato quasi esclusivamente locale.

È un periodo d’oro, quello, per la costiera amalfitana. Capri, Amalfi, Ravello e Positano sono tra le mete preferite per le vacanze dei divi di Hollywood e lo star system internazionale. Jacqueline Kennedy, Maria Callas, Greta Garbo, Rita Hayworth, Anna Magnani, Sophia Loren, Brigitte Bardot, camminano per le stradine e i porticcioli con lo scià di Persia, Winston Churchill e Gianni Agnelli. Le donne vengono fotografate da giornalisti e paparazzi coi sandali ai piedi. Sono modelli semplici quanto eleganti, prodotti dagli artigiani locali. In breve i sandali positano o “i capresi” diventano uno status symbol.

Anche Gaetano Davide ne ha un piccola produzione, parallela a quella degli zoccoli, ma è soprattutto suo figlio Vincenzo a intuirne le potenzialità. Quando a fine anni ‘70 subentra al padre nell’attività, decide di investire totalmente sul sandalo positano, creando anche un marchio, Moda Positano, che debutta nel 1980.

LA CRESCITA

L’intuizione di Vincenzo si rivela un successo. L’azienda cresce, il mercato si allarga, e alla linea femminile ne viene affiancata una da bambino, che si rivela altrettanto vincente.
Nel frattempo anche i figli di Vincenzo, Nino e Giancarlo, cominciano a muovere i primi passi nell’impresa di famiglia. Come il padre iniziano dal basso, dalla fabbrica, dai lavori manuali, imparando ogni fase della produzione, acquisendo quelle conoscenze che vanno tramandate di generazione in generazione.

È con loro che il calzaturificio Artigianino compie il passo successivo, facendo conoscere il marchio nelle principali fiere internazionali e investendo sull’evoluzione di un grande classico come il modello positano, aggiornandolo alle sempre nuove tendenze che interessano il mondo della moda e della calzatura, giocando con i materiali e le forme, aggiungendo tacchi, inserendo suole in gomma ispirate a quelle sneaker.

LA QUALITÀ

Utilizzando materiali italiani, certificati e di prima qualità, l’intera produzione viene realizzata internamente all’azienda, dal disegno alla modelleria, fino alla costruzione. Questo permette ad Artigiano di andare incontro a ogni esigenza dei propri clienti, comprese le più particolari. Oltre al proprio marchio, infatti, il calzaturificio lavora anche per marchi italiani ed internazionali.
I mercati principali, oltre all’Italia, sono quello australiano, tedesco, britannico, giapponese e russo, e anche i paesi arabi si stanno interessando ai prodotti Artigianino.

I dipendenti sono tutti artigiani esperti, e i fratelli Nino e Giancarlo investono molto sulla formazione dei nuovi operai, preparando intanto l’arrivo della nuova generazione della famiglia Davide, la quarta, che proprio in questi ultimissimi anni sta entrando attivamente nell’impresa.

IL FUTURO

Oltre a quella femminile, quella da bambino e quella da uomo (quest’ultima più di nicchia), di recente Moda Positano ha anche inaugurato una linea da sposa e da cerimonia.
«Se prima il sandalo veniva utilizzato soltanto in periodi estivi», spiegano i titolari, «ora la sua comodità è ricercata anche in un evento così importante come il matrimonio. Tra l’altro il sandalo bianco è versatile, e può tranquillamente essere usato anche al di fuori della cerimonia».

Anche la comunicazione riveste un ruolo sempre più importante all’interno dell’azienda. C’è Instagram, ovviamente, ci sono la collaborazione con blogger e influencer. E c’è soprattutto l’intenzione di investire sempre di più nel mercato digitale. «Si sta preparando un nuovo mondo», dicono, «e lo vediamo soprattutto in questo periodo in cui le incertezze e i limiti si stanno pian piano trasformando in opportunità. Pensiamo ad esempio alle fiere digitali, che permettono di raggiungere un pubblico enorme, da tutto il mondo, senza limiti».

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