Le sneaker a basso impatto ambientale ideate da Umberto De Marco

Un giorno — speriamo non troppo lontano — ci sembrerà normale che le aziende producano seguendo standard altissimi di sostenibilità ambientale, cercando di coniugare crescita e innovazione con il massimo rispetto per l’ecosistema in cui viviamo.
Fino a quel momento, alle poche (ma per fortuna in numero sempre crescente) realtà che decidono di puntare e investire per minimizzare l’impatto sulla natura va dato il massimo appoggio, soprattutto se ciò che producono è di alta qualità, come nel caso di Yatay.

Nato poco più di due anni fa dall’idea dell’imprenditore Umberto De Marco, Yatay prende il nome da una palma, la Butia Yatay, ed è stato presentato nel gennaio 2019 durante la 95a edizione di Pitti Immagine Uomo con una collezione di sneaker, mentre a febbraio ha figurato tra i brand emergenti selezionati dal prestigioso concorso Vogue Talents.

La genesi del progetto affonda le radici in un’altra azienda, la Coronet, che da oltre cinquant’anni produce materiali ecologici e di cui De Marco è presidente.
Vengono proprio da lì le tomaie in pelle vegana, colorate con tinte atossiche, mentre il resto dei componenti delle calzature, di origine vegetale o derivanti da riciclo, arrivano da altre aziende italiane specializzate.

Il risultato è una scarpa interamente Made in Italy, fatta a mano, ecologica, quasi totalmente biodegradabile. A questo si aggiungono le ottime e intelligenti scelte del marchio, come l’uso di confezioni ricavate dal riciclo di bottiglie di plastica, la decisione di appoggiare sito ed e-commerce a server ad alta efficienza energetica e la collaborazione con onetreeplanted per piantare un albero in una zona deforestata per ogni paio venduto.

L’ambiente approva, e a quanto pare anche celebrità di calibro mondiale come Brian May e Benedict Cumberbatch.

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