Per il giorno del sì, la donna può spaziare dal tacco al flat, mentre l’uomo può osare con slipper in velluto o pellami lucido/opachi.

[In cover: AGL Bride]


Scegliere la scarpa da cerimonia più adatta al proprio outfit oggi è facile sia per la donna sia per l’uomo.

Se molte calzature bianche, pastello o argento, oppure nere e in vernice per l’uomo, si trovano nelle normali collezioni delle aziende, forse non tutti sanno che in Italia ci sono calzaturifici specializzati per la cerimonia, presenti alla manifestazione Si Sposa Italia di Milano, con proposte mirate per accompagnare l’abito da sposa e modelli passe-par-tout adatti alle occasioni eleganti, nel rispetto del concetto di versatilità che impera nella moda.

Il punto di partenza rimane però sempre l’abito.
Graziana Valentini, designer della maison Valentini spiega: “Oggi la tendenza nel settore sposa vede un ritorno allo stile romantico dalle linee morbide e delicate. Una svolta rispetto agli abiti in voga negli ultimi anni caratterizzati da silhouette accentuate, aderenti al corpo e arricchiti con giochi di trasparenze. Sicuramente la scelta dell’abito si basa sempre sulle caratteristiche fisiche della sposa e questo permette di mantenere un’eterogeneità negli stili che si possono trovare negli atelier. Questo ritorno, in un certo senso, all’essenzialità si riflette anche nelle calzature: i tacchi sono meno alti e il plateau scompare”.

 

Il brand pugliese Serrese propone infatti per la prossima stagione tacchi quadrati di 5 cm e come novità il sabot basso con pietre e paillettes e il pizzo ricamato con perline; fra i colori, oltre al bianco, le tonalità tenui e il cipria.
Eppure la voce ricorrente è sempre la stessa: al nord sono richieste scarpe più sobrie e senza plateau, al sud ricami, swarovski e tacchi alti.
Addirittura l’azienda partenopea MG Arcione punta sul coordinato scarpa e cappello in glitter. Da nord a sud, però, si fa attenzione alla comodità della scarpa, perché la si indossa tutta la giornata e quindi la costruzione deve essere molto curata, come spiegano i titolari di Nugnes Sposa, piccola azienda artigianale di sole quattro persone.
E se proprio non si resiste, dopo la cerimonia si possono indossare per il party le sneaker, rigorosamente bianche, ma con strass e stringhe rosse, come quelle di Bellini Wedding Shoes.

Fedeli alla versatilità sono i modelli di Penrose: sabot con tacco grosso o sottile con ruches o fiori in organza, sandali con cinturino gioiello, décolleté in pizzo effetto tattoo.

In bilico fra tradizione e moda è il parere di Carlo Pignatelli, che ad aprile ha festeggiato a Milano i suoi primi 50 anni con la retrospettiva Storia di un sogno.
“La regola è che le calzature siano sempre coordinate all’abito e al suo colore così come la Carlo Pignatelli propone da sempre – spiega -. La scarpa up to date per la sposa è chiusa sul davanti dalla punta sfilata e con  il tacco sottile stile anni ‘50. Il modello Chanel o la décolleté sono ideali per queste proporzioni. Per le più modaiole, e se l’abito lo consente, vanno benissimo anche scarpe flat e sabot o mules decorate. Alternative alle classiche stringate da uomo le nuove single monk intarsiate con pellami lucidi e opachi, oppure le sleepers ricamate da dandy o decorate da micro borchie cabochon in perfetto stile rockstar”.

Si fanno dunque più elaborate le scarpe da uomo, come le proposte del calzaturificio Première Maison di Casarano: pantofole in velluto o raso stampato, stringate in vernice bordeaux con fiocco in velluto e mocassini in tessuto floccato con catena in strass; per uscire dagli schemi ecco la sneaker nera di vernice con stringhe bianche.

Calzoleria Marini punta sulla personalizzazione con stemmi o iniziali per le slipper di velluto o vernice, mentre Maestrami propone calzature coordinate agli abiti nei tessuti e azzarda con i pellami spazzolati, laserati o spruzzati con venature azzurre.

 

Anche per l’uomo, la calzatura diventa quindi un segno distintivo della cerimonia, da scegliere con la massima cura perché, a differenza della sposa, è molto più visibile.
Attenzione quindi a non sbagliare.