Le calzature che vengono dalla terra e alla terra ritornano

La tomaia è in fibra di legno e canapa.
Il sottopiede in sughero e fibra di cocco.
Fodera e lacci in canapa e cotone organico.
Le tinte sono vegetali.
La suola è biodegradabile e si può gettare nel compost.

La eco di cui si parla nel titolo, e che è anche nel motto del nuovo marchio italiano di calzature WAO, la prima scarpa con l’effetto eco, è in realtà un prefisso: eco- come ecosostenibile; eco- come ecologica.

Non ancora sul mercato ma già protagonista di una campagna di crowdfunding di successo, che su Kickstarter ha raccolto oltre 40.000 Euro in pochi giorni, WAO è un progetto collettivo che vede assieme progettisti, imprenditori e artisti provenienti da diversi campi e diversi luoghi d’Italia: Venezia, Bologna, Roma, Milano.

C’è Claudio Da Lio, che lavora da anni nel mondo della moda. C’è Gianmarco Giacometti, che è fashion designer e direttore creativo del brand. C’è Michele Stignani, il project manager. Erika Moriconi è anche lei fashion designer, mentre Tommaso Da Lio è il legale dell’azienda. Ambasciatore del marchio è Luca Cesari. Dei rapporti con la stampa si occupa Marta Galiazzo. La parte tecnologica è affidata a Francesco Pannuti, il management a Nicola Giubilato e le risorse umane a Elena Manzardo.

A unirli, la sensazione che bisognerebbe fare di più, che prendersi cura del pianeta e dell’ambiente è dovere di tutti, e loro stanno cercando di fare la propria parte, sviluppando appunto delle calzature il cui impatto ambientale è ridotto al minimo, sia a livello di materiali e di costruzione, sia perché WAO ha scelto di adottare una produzione interamente Made in Italy, con una filiera trasparente.

L’uscita della prima collezione è prevista per febbraio 2019, ma non ci saranno le classiche “stagioni”: «ci siamo allontanati dai canoni e dai ritmi solitamente imposti dalla moda», spiegano i fondatori, che hanno anche deciso di devolvere il 4% del ricavato a diverse associazioni no profit, tra cui la LEAL, la lega antivivisezionista italiana.