All’insegna della comodità, ma spesso simbolo di ricchezza

Se dispregiativamente chiamiamo pantofolaio chi suol passare troppo tempo a trastullarsi in casa senza fare niente di produttivo, è perché il termine pantofola — al di là delle tendenze che si sono affermate negli ultimi anni — sta a indicare proprio una calzatura pensata per essere utilizzata nell’intimità degli spazi di casa propria.

Ma non sempre, nella lunga storia della moda e del costume, pantofola è stato sinonimo di casa. Le prime testimonianze scritte sull’uso di una scarpa di tali fattezze arrivano addirittura al XII Secolo, quando un ufficiale cinese parlò delle calzature indossate dai vietnamiti.

Nel Medio Oriente, invece, la pantofola era tipica degli harem, dove il sultano la usava per non rovinare i preziosi tappeti (pare che la lunghezza di una pantofola indicasse la ricchezza del suo proprietario) e le concubine potevano calzare solo pantofole, che diventarono una sorta di simbolo di schiavitù: non essendo adatte all’uso esterno, le donne non potevano uscire liberamente.

In occidente le pantofole cominciarono invece a diffondersi nel ‘400. Realizzate con i materiali migliori — broccati, sete, velluti — e riccamente decorate, talvolta persino tempestate d’oro e pietre preziose, informavano dello status di chi le indossava. Non a caso le scarpette di cristallo di Cenerentola sono spesso descritte come pantofole.

Talvolta utilizzate anche all’esterno, venivano portate sopra a scarpe ancora più preziose allo scopo di proteggerle.

Nel XIX Secolo era diffusa l’abitudine di utilizzare pantofole da ballo, mentre il Principe Alberto, consorte della Regina Vittoria, rese celebri le cosiddette Prince Albert Slippers, pantofole in velluto indossate assieme allo smoking per le occasioni più formali.

Durante la Prima Guerra Mondiale le pantofole da trincea, confezionate con stoffa grossa di feltro o tappeti usati, facevano parte del corredo dei soldati italiani.

Qualche tecnicismo…

Senza allacciatura, come la ciabatta, a differenza di quest’ultima la pantofola solitamente copre tutta la parte anteriore del piede.
Ce ne sono molte tipologie, con o senza tacco, con il tallone scoperto o meno, a forma di stivaletto.

Quelle più umili e spartane, realizzate completamente in tessuto (perlopiù cotone o lana) e utilizzate solo in casa vengono comunemente chiamate babbucce.

[Foto, dall’alto: un’incisione dell’800 raffigura pantofole egiziane (fonte: New York Public Library);
un’incisione di Gustav Doré per il libro illustrato “Cinderella”, 1865 (fonte: New York Public Library);
pantofola con pattern dorato, litografia a colori del 1900 (fonte: New York Public Library);
l’attore David Niven indossa pantofole da sera, nello stile del Principe Alberto, sul set de “La pantera rosa”, 1963 (fonte: Wikipedia);
documento del 1916 (fonte: Biblioteca Universitaria Alessandrina / Europeana Collections)]

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