Tutti i modi per chiudere una scarpa

La lunga e affascinante storia della calzatura coincide anche con la storia dei metodi che l’uomo ha escogitato per tenerla ben ferma al piede. Metodi che sono via via progrediti seguendo le invenzioni e le conquiste tecnologiche.

Se infatti sappiamo che già 40.000 anni fa i nostri antenati indossavano calzature ma purtroppo non abbiamo reperti a testimoniarne la fattura, già il primo esemplare di scarpa in cuoio ritrovato dagli archeologi, la celebre Areni-1 shoe, risalente a più di 5000 anni fa, presenta quelle che sono innegabilmente delle stringhe.

DALLA STRINGA ALLA FIBBIA

La stringa — della quale abbiamo già parlato in un’apposita voce del nostro vocabolario — è tuttora il sistema più utilizzato, ma certamente non l’unico. Attorno alla metà del ‘600, infatti, cominciarono ad apparire le fibbie.

(fonte: Wikipedia)

Derivate dalle antiche fibulae, le spille con le quali si assicuravano le vesti fin dal neolitico, le fibbie vennero inizialmente utilizzate dai soldati romani per allacciare armature ed elmi, oltre che a scopo puramente decorativo.
Quando, molto più tardi, arrivarono sulle calzature, le fibbie venivano solitamente realizzate in ottone, acciaio e argento, a volte abbellite da particolari lavorazioni e pietre.

Altalenando periodi in cui passavano di moda e altri in cui tornavano in auge, vengono utilizzate ancora oggi, unite a strisce di pelle o di tessuto, aggiornate nei materiali — oltre ai metalli, la plastica — e nelle tecnologie, con il diffondersi delle fibbie automatiche.
Nelle scarpe femminili si trova spesso un cinturino.

L’ARRIVO DEI BOTTONI

Un’alternativa alle fibbie e alle stringhe sono i bottoni, che iniziarono a essere usati in epoca vittoriana sugli stivaletti da donna, che strategicamente nascondevano le caviglie (veniva considerato sconveniente mostrarle). Vennero poi adottati anche sulle calzature da uomo, raggiungendo il loro apice intorno alle fine dell’800.
Per chiuderle più comodamente si usava uno speciale strumento il buttonhook, un uncino dotato di manico e realizzato in metallo o in avorio.

(fonte: Wikipedia)

Uncino che invece non serve nel caso delle chiusure con il bottone automatico. Quest’ultimo venne brevettato nel 1885 dall’inventore tedesco Heribert Bauer ma solo più tardi cominciò a venire applicato sulle calzature, essendo più pratico del bottone tradizionale.

A proposito di scarpe coi bottoni, c’è una storia curiosa che le riguarda. Hanno infatti dato il nome a una sorta di sindrome — il “complesso delle scarpe coi bottoni”, appunto — che viene attribuita a chi, avendo una vasta conoscenza in un dato settore, è convinto di avere una vasta conoscenza su tutto. A coniare il termine sono stati i due miliardari e filantropi Warren Buffett e Charlie Munger, ispirandosi alla storia del nonno di quest’ultimo: produttore di scarpe coi bottoni a cavallo del ‘900, aveva quasi il monopolio del settore e questo lo portò ad auto-convincersi di essere praticamente onniscente.

(fonte: publicdomainpictures.net)

LA CHIUSURA A STRAPPO

Lacci, fibbie e bottoni sono state le tre alternative fino agli anni ‘50, quando l’ingegnere svizzero George de Mestral, ispirato dalla natura (dei fiorellini rossi di bardana gli si attaccarono, coi loro minuscoli uncini, alla giacca di ritorno da una passeggiata) inventò la chiusura a strappo.

Costituita da una striscia di tessuto dotato di piccoli uncini che va ad agganciarsi a un’altra striscia piena invece di minuscole asole, è tuttora la più utilizzata, per via della rapidità e della semplicità d’uso, sulle calzature da bambino ma è presente anche in alcuni modelli per adulti, come ad esempio sulle scarpe da lavoro e sui modelli pensati per persone con disabilità o difficoltà di movimento.

(fonte: Wikipedia)

CERNIERE LAMPO

A differenza di bottoni e chiusure a strappo, che esistevano già quando vennero applicati alle scarpe, uno dei sistemi “antenati” della cerniera lampo deriva proprio dalle calzature.
Come riporta Wikipedia, l’ingegnere americano Whitcomb Judson depositò nel 1893 un brevetto per la “chiusura di sicurezza separabile” che funzionava con una fila di uncini che si inserivano in degli occhielli posti in una fila opposta, da aprire e chiudere con un attrezzo scorrevole. L’obiettivo era di sostituire le stringhe.

PRESENTE E FUTURO: FASCE ELASTICHE, MAGNETI E MANOPOLE

Nonostante le tipologie fin qui citate siano ancora predominanti, negli ultimi anni si vanno affacciando sul mercato nuovi metodi, dalle fasce elastiche alle chiusure magnetiche. Nell’ambito delle calzature tecniche, sportive e da lavoro, si sono diffuse anche le manopole micro-regolabili, che permettono aggiustamenti molto precisi.
Proprio la precisione, insieme alla semplicità, alla rapidità e all’attenzione verso le forme di disabilità sono la molla che, grazie agli sviluppi tecnologici, spingono a una ricerca sempre maggiore in questo campo.

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