Dalle Sorelle Fontana al matrimonio creativo

Da che uomo è uomo, egli ha sempre vissuto in società, e la più piccola forma di società è un’istituzione che esiste fin dalla notte dei tempi, restando quasi immutata per millenni, a ogni latitudine: la famiglia, fondata e cementata da un’unione quasi altrettanto antica, quella del matrimonio.

Che sia per amore, per denaro, per adempiere a una promessa, per imposizione di legge, per cittadinanza, per questioni fiscali oppure semplicemente per mettere al mondo figli legittimi, il matrimonio ha subito innumerevoli trasformazioni, sia a livello rituale che giuridico e religioso, ma si sa che esisteva già ai tempi dei sumeri e dei babilonesi, della Grecia Classica e dell’Antico Egitto, e ogni singolo popolo che possa capitare di trovare scritto su un manuale di storia ha avuto a che fare con i matrimoni e le conseguenze — buone o cattive che fossero — che essi portavano.

Il tradizionale abito bianco in voga ancora oggi (ma non è così dappertutto: paese che vai…) è un retaggio d’epoca romana. Durante le justae nuptiae, riservate ai soli cittadini romani, le spose portavano un vestito bianco, una corona di fiori in testa e un velo arancio.

A diffondere però la moda dell'abito bianco nei paesi occidentali è stato il matrimonio della Regina Vittoria del Regno Unito, nel 1840

I matrimoni dei reali, dopotutto, hanno sempre fatto tendenza, ma a questi (Elisabetta I, Elisabetta II, Lady Diana, Grace Kelly…) sono poi andati ad aggiungersi quelli della “nuova nobiltà”, dalle star di Hollywood ai ricchi imprenditori.

Nel 1949 uno dei matrimoni più importanti fu quello tra i due attori americani Linda Christian e Tyrone Power, celebrato a Roma. La Christian scelse di farsi confezionare l’abito dalle Sorelle Fontana, il cui atelier diventò celebre in tutto il mondo, vestendo per decenni il Gotha dell’alta società.

Al matrimonio classico, mai passato di moda (basta guardare la spassosissima trasmissione tv Quattro matrimoni in Italia: c’è sempre qualche sposa che dichiara «il mio sarà un matrimonio tradizionale!»), negli ultimi dieci/quindici anni si è affiancato il cosiddetto matrimonio creativo, un modo di celebrare il giorno più importante della propria vita in maniera non convenzionale, spesso (ma non sempre) con un budget ridotto ma soprattutto cercando di assecondare le passioni degli sposi e strizzare l’occhio alle ultime tendenze in fatto di lifestyle.

Fuori dall’ordinario sono le location (prati, case di campagna, loft), i cibi e le bevande (finger food, street food, cocktail creati ad hoc, caramelle vecchio stile), gli inviti, stampati a caratteri mobili da tipografie vecchio stile, i fiori, magari di carta, e alle foto possono pensarci gli invitati e i social network.

Nel matrimonio creativo la figura del wedding planner può venire affiancata o addirittura sostituita da quella del direttore creativo, che affronta l’evento come fosse un progetto di design, lavorando su un’immagine coordinata, i gadget da regalare, un messaggio da comunicare, un’estetica da… sposare.

Qualche settimana fa noi della redazione di Italian Shoes abbiamo partecipato al Wedding Breakfast Club, un evento itinerante organizzato da Zankyou, un portale web dedicato ai matrimoni, nato in Spagna nel 2007 e oggi diffuso in tutto il mondo.

Ogni Wedding Breakfast Club ha un tema diverso e il nostro trattava proprio del matrimonio creativo, con la partecipazione di Vogue Sposa, IED e di tanti professionisti specializzati in questo tipo di matrimonio: wedding planner, chef, designer di allestimenti, grafici, blogger.

Ciò che è uscito in maniera più evidente dall’incontro è il bisogno di regalare agli sposi e agli invitati un’esperienza unica, ritagliata su misura, “sartoriale”.
E si è parlato anche di come, soprattutto per quanto riguarda gli abiti e — quelle che interessano di più a noi — le scarpe, non c’è wedding planner o art director che possa far cambiare idea o contraddire quelle che da sempre sono le vere protagoniste di ogni matrimonio: le mamme.

Mamme permettendo, dunque, abbiamo provato ad immaginare, nella galleria di foto qui sopra, qualche scarpa “unconventional” per lui e per lei, per un matrimonio che più insolito non si può.