Ancora un sodalizio con un architetto: dopo Jean Nouvel nel 2013, ora è la volta di Jean-Marie Massaud che, in occasione dei 30 anni di Ruco Line, firma la capsule Essentiel ‘M.
Una scelta, quella di affidarsi a collaborazioni con prestigiosi archistar, che nasce dalla passione del Ceo Marco Santucci per il design e l’architettura, come spiega in questa intervista.

Quando e perché è iniziata la collaborazione con gli architetti?

 

Tutto nasce dalla mia passione per l’architettura e il design;  mi sono sempre interessato ai lavori di Zaha Hadid, Patricia Urquiola, e Jean Nouvel.
Quindi per celebrare i 25 anni dell’azienda abbiamo contattato Jean Nouvel che ha sposato l’idea in maniera geniale. Era il 2013 e da allora abbiamo continuato sulla strada delle collaborazioni con archistar. Oggi, per i 30 anni del brand, nasce Essentiel ‘M, una capsule collection realizzata insieme a Jean-Marie Massaud. Nel frattempo abbiamo spaziato anche in altri mondi e chiuso una collaborazione con la cantante e attrice cinese Karen Mock con la quale tuttora continua il sodalizio.

 

Jean-Marie Massaud si era già cimentato con le calzature?

A differenza di altri architetti, per lui era la prima volta, ma ha accettato con entusiasmo questa avventura. Ho fatto tesoro di qualche errore del passato per evitare di proporre un oggetto troppo di design e poco commerciale.

Questa volta i due aspetti sono in sintonia e la collaborazione continuerà anche per la stagione estiva. Ci saranno poi altre soluzioni di co-branding più legate al nostro settore per avvicinare anche le nuove generazioni, soprattutto attraverso la linea Agile by Rucoline, che avrà degli sviluppi in questa direzione.

 

 

 

Oggi, per i 30 anni del brand, nasce Essentiel ‘M, una capsule collection realizzata insieme a Jean-Marie Massaud.

Quali sono i segni distintivi della capsule Essentiel ‘M?

Le linee e la facilità di utilizzo della scarpa. L’architetto è partito dalle linee semplici della espadrilla, tanto che la sua calzatura si potrebbe indossare anche con il tallone ripiegato come la babbuccia marocchina. La scarpa non ha lacci, ma una coulisse  regolabile.
La tomaia, a seconda dei modelli, è in pelle o in tessuto tecnico color block.
Alla donna è dedicata la versione glitter.

 

Cosa c’è ancora da inventare nelle sneaker?

Per quanto riguarda i materiali ormai si è toccato l’apice. Ora c’è il boom della tomaia in maglia jacquard che è una peculiarità di Ruco Line, come il tacco interno. Anche le suole sono realizzate in mescole e materiali sempre più leggeri e morbidi.
Quindi, per essere innovativi,  in futuro bisogna puntare su nuove forme di  comunicazione, sul servizio ai clienti e naturalmente, sempre sulla qualità.

 

Quanti monobrand avete?

35 in giappone, 63 in Cina, 2 a Hong Kong, 5 negli Emirati Arabi e 8 in Italia, con altri in apertura. Lavoriamo sui mercati dove già siamo presenti, senza disperdere energie per conquistare tutto il mondo.
E’ molto importante anche il canale online che ha contenuti ad hoc nella comunicazione e negli shooting dei prodotti. Dei 30 milioni di fatturato, già 7 provengono dall’online.
E non ci fermeremo qui.