Lo spirito globale di un marchio che dalla Puglia è arrivato a Montecarlo

GLI INIZI

Fernando Pensato Senior nasce in Puglia, a Torremaggiore, provincia di Foggia, nel 1935. A metà anni ’50 decide di trasferirsi in Germania, paese che conosce già bene perché è lì che ha svolto il servizio militare. Si stabilisce nella zona del Lago di Costanza — dove Germania, Austria e Svizzera si incontrano — e inizia a lavorare come commerciante di calze da donna, ottenendo presto un grande successo grazie a idee brillanti e originali, come ad esempio l’intuizione di vendere i suoi prodotti nei negozi di frutta e verdura, frequentati principalmente da signore.

Essendo molti dei suoi clienti dei negozianti di scarpe, Pensato comincia ad interessarsi alle calzature. Torna quindi in Italia per studiare il settore: visita fabbriche, impara come nasce il prodotto, e alla fine mette in piedi una propria attività.
Prodotte in Italia, le scarpe Pensato conquistano pian piano il mercato tedesco, quello francese e quello italiano, e grazie alla loro qualità e bellezza attirano l’attenzione degli addetti ai lavori.

Fin dai primi anni di attività l'azienda punta a creare un vero e proprio brand lifestyle, focalizzandosi non solo sulle calzature

Ad innamorarsene è soprattutto una giornalista, Ulla. Caporedattrice moda di Petra, una rivista femminile di Amburgo che esiste ancora oggi, Ulla inserisce spesso le calzature Pensato nei suoi servizi e ha finalmente l’occasione di incontrare quell’intraprendente italiano che le produce quando — avendo bisogno urgentemente di un paio di stivali blu per un editoriale fotografico — lui glieli recapita personalmente in stazione proprio mentre lei sta per salire sul treno che l’avrebbe portata nella località dove si sarebbe svolto lo shooting.
Siamo alla fine degli anni ’60 e tra Ulla e Fernando scocca il colpo di fulmine.

LA CRESCITA

Di lì a poco Ulla lascia la rivista e comincia a lavorare con Pensato, occupandosi della parte creativa e di quella commerciale, sviluppando sia il prodotto che il marchio, che tra gli anni ‘70 e ‘80 inizia a crescere a livello mondiale, soprattutto grazie all’utilizzo innovativo dei materiali, che diventano veri e propri “cavalli di battaglia”.
Innanzitutto il sughero: le zeppe, comodissime e leggere, fanno guadagnare a Fernando Pensato Sr. il titolo di “King of cork”, re del sughero.
Poi i tacchi in plexiglass, un’assoluta novità che Pensato declina in una caratteristica forma sferica; e il mesh, per rendere la scarpa più leggera e rinfrescante d’estate.

L’azienda è anche tra le prime ad applicare decorazioni con cristalli Swarovski, e adotta una strategia di comunicazione che punta molto sull’arte, con grafiche ispirate allo stile Liberty che suggeriscono il concetto di “calzature con un’anima”, un prodotto che trascende la sua utilità e va a toccare le corde dell’emozione.

Negli anni ‘80 Ulla e Fernando acquistano anche una fabbrica a San Mauro Pascoli, centro del prestigioso distretto calzaturiero del Rubicone.
È lì — circondato da calzature — che passa la sua infanzia Fernando Pensato Junior, che cresce tra l’Italia e la Svizzera e a metà anni ’90, durante le vacanze scolastiche, fa le sue prime esperienze in azienda, accompagnando la madre alle principali fiere di settore.

LA QUALITÀ

Le scarpe, però, non sono l’unica attività del brand, che in quel periodo punta anche sulla creazione di arredi, sculture, tappeti e profumi, diventando quello che oggi definiremmo come un marchio di “lifestyle”.

Grazie al successo nel settore calzaturiero, Fernando Senior decide di riacquistare dei terreni, in Puglia, che in passato erano appartenuti alla sua famiglia, entrando così anche nella produzione e nel commercio di olio. Su idea di Ulla le bottiglie, come le scarpe, fanno leva su un immaginario Liberty, e negli anni — anche grazie alle intuizioni del figlio Fernando Pensato Junior, che nel frattempo ha studiato economia negli Stati Uniti e dal 2005 è entrato in maniera definitiva nell’azienda — cresce fino a comprendere una linea di prodotti gourmet tipicamente italiani come aceto balsamico, pasta, carciofi, pomodori, olive, tutti quanti pensati per il mercato estero, dai privati ai ristoranti e agli hotel di alta classe.

Anche per le etichette delle bottiglie d'olio le grafiche sono in stile Liberty

IL PRESENTE E IL FUTURO

Col suo ingresso nell’attività di famiglia, Pensato Junior intende lasciare fin da subito la propria impronta. L’idea giusta arriva un paio di anni dopo: le slipper.
Oggi ormai sdoganate come calzature da esterno, eleganti ma comode, all’epoca le slipper venivano utilizzate perlopiù dalle élite per ricevere gli ospiti a casa propria nei fine settimana.

Fernando Junior le vede per la prima volta fuori dal loro contesto abituale nel 2007, quando un suo amico, a Saint-Tropez, scende dall’elicottero con un paio ai piedi.
L’anno successivo, in occasione di un matrimonio in Turchia, convince sua madre a progettargliene un paio dalla forma moderna, decorate con le sue iniziali. Gli invitati notano subito l’abbinamento smoking-slipper, che ha un immediato successo.
«Quando sono tornato dal matrimonio sono andato da mia madre e le ho detto: “abbiamo un nuovo trend”», ricorda Pensato Junior.
Da lì nasce una nuova linea, Kardinale, caratterizzata da pantofole “papali” decorate con simboli d’ispirazione diametralmente opposta, tra i quali teschi, draghi e demoni.

Oggi l’azienda ha una piccola produzione, di alta qualità, per uomo, donna e bambino, e un negozio monomarca a Montecarlo, dove c’è anche la sede dell’azienda, attualmente guidata da Fernando Pensato Junior insieme a sua moglie Tiffany, che segue la parte stilistica ed è riuscita brillantemente a coniugare la propria visione con la storia e lo stile del brand, abbracciandone il passato per portarlo nel futuro, andando ad arricchire ulteriormente quella peculiare unione tra l’inarrivabile manifattura italiana e uno spirito globale e senza frontiere, perfettamente rappresentato dalle stesse biografie di Fernando Junior e Tiffany: lui metà italiano e metà tedesco, cresciuto nel Principato di Monaco e formatosi in Svizzera e negli Stati Uniti, lei nata a Dubai da un padre franco-americano e una madre austriaca, cresciuta tra Dubai e la Svizzera e studi a Parigi, presso la prestigiosa Parsons School of Design.

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