Akhal Tekè è un nuovo marchio italiano che si ispira alle decorazioni con cui una tribù turcomanna ornava i propri cavalli

Considerata come una delle più belle razze di cavalli al mondo, l’Akhal Tekè è anche una delle più nobili e antiche: pare che addirittura il quasi leggendario Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, fosse un Akhal Tekè.

Nato nel Turkmenistan e oggi costosissimo, l’Akhal Tekè viene anche chiamato “cavallo dorato”, “cavallo celeste” e “levriero del deserto”, per via della sua velocità e del manto lucido e brillante, dovuto a un pelo dalla forma peculiare che gli permette di riflettere la luce.

Venerato come un dio dalla tribù dei Tekè, a cui si devono i primi allevamenti, veniva ornato di gioielli e ricami, gli stessi che hanno ispirato a due giovani imprenditrici, Gaia Ghetti e Benedetta Bolognesi, amiche nonché appassionate di equitazione, la loro prima linea di slippers riccamente decorate e dalle linee orientaleggianti.

Il debutto del marchio — che, neanche a dirlo, si chiama Akhal Tekè — è stato lo scorso autunno/inverno e ora alla prima collezione è andata ad aggiungersene una seconda per la primavera/estate, che ha visto anche l’aggiunta di flat mules.

Interamente Made in Italy e realizzate artigianalmente, le calzature di questo nuovo brand sono caratterizzate dalla lavorazione a sacchetto, che comporta tantissimi passaggi ma permette alla scarpa di avere la massima flessibilità, comodità e leggerezza.

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