Valentina Curzi è il nuovo direttore creativo del brand

Inizia con la collezione primavera/estate 2018, presente a Pitti Uomo, il percorso creativo di Valentina Curzi nell’azienda di famiglia. La sua attenzione si concentra sul marchio oXs, al quale vuole dare una nuova visione contemporanea, sempre nella continuità dei valori espressi finora. Non per niente ogni lettera ha un significato preciso: O è il simbolo della creatività, X è la moltiplicazione delle energie e S rappresenta la coniugazione delle stesse. Partendo da questo mix di elementi, Valentina spiega a Italian Shoes l’evoluzione di un brand che mantiene saldamente le radici nelle Marche.

Dallo scarponcino Frank ad oggi, quale è stata l’evoluzione del brand?

Il Frank rappresenta un punto fermo dal 1994 (anno di nascita dell’iconico boot), un evergreen che si rinnova, senza mai cambiare i tratti essenziali. Dopodichè, nel mondo oXs, sono nati nuovi progetti: Amtrac, evoluzione dell’anfibio Frank; Woobie, linea ibrida easy to wear; Humvee, la scarpa sportiva contemporary e Airborne e Airdrop running unconventional fashion, speciali per design e tecnologia innovativa.
Evoluzione senza spersonalizzazione, sono le parole chiave.

Con la sua direzione creativa, il brand oXs cambierà pelle?

No, non cambierà pelle, ma sarà più contemporaneo e fresco. Ho semplicemente dato uno sguardo al passato con gli occhi del presente, pensando al futuro.
L’ingresso di una nuova figura solitamente stravolge un marchio, ma trovo che spesso non sia così giusto, soprattutto nei brand con un’autentica e riconoscibile storia alle spalle. Del resto: ”Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”, come diceva Henri Poincaré.
Il mio motto è travolgere e non stravolgere.

Quale sarà il nuovo mood?

oXs riparte dalle radici, per creare una collezione di pezzi unici in cui l’heritage è riletto alla luce del XXImo secolo lasciando, però, intatto il suo Dna, che nasce e si sviluppa nel 1991. Claim come “Radical Lovers”,”Est.1991” contamineranno la collezione, con bande in pelle removibili e gros grain.  La collezione è proposta con un mix inedito di materiali tecnici, calzetti elastici, pvc, intrecci, concetti city utility e formali, riproposti con materiali sfoderati, reti e knit stretch, con il plus di un design leggero di una suola XL EXTRALIGHT®.
La SS18 dà vita a un nuovo flusso creativo tra passato, presente e futuro.

Quali valori invece rimarranno inalterati?

Anima grunge, urban utility, military inspired e workwear.

Rimarrà sempre un prodotto Made in Italy?

Sì, il brand ha da sempre fatto del Made in Italy, e più precisamente del Made in Marche, uno dei suo punti di forza e tale rimarrà.

Oggi il target a cui tutti fanno riferimento è quello dei Millennials. Cosa pensa di fare per intercettare questo pubblico?

Io sono figlia della Millennial Generation, dunque io stessa faccio parte del pubblico da intercettare. La generazione Y è globale con una passione per il locale, ha un ruolo attivo nell’acquisto e internet è un’imprescindibile finestra sul mondo. I Millennials dimostrano fedeltà al brand, nonostante l’apertura della forbice di mercato sia ampia, ma solo se quest’ultimo esprime autenticità. Anche negli aspetti di Content Marketing.

Vorrei abbattere barriere istituzionali, a partire dai social network: serve più interazione, non basta avere un account, bisogna attivare un dialogo e mantenere la fidelizzazione.  Oggi i ragazzi sono bombardati da milioni di messaggi, ma hanno anche imparato a ignorarli, dunque creare contenuti accattivanti, personalizzati, brevi, concisi e che ispirino è importante per creare un vortice emozionale con il pubblico. Intercettare i Millennials, al momento giusto (ovviamente con il giusto prodotto) è essenziale: i gusti cambiano repentinamente, come le piattaforme di condivisione.

Un imperativo? Keep time!