Per via delle tecnologie sempre più avanzate, dei materiali tecnici, delle ricerche scientifiche che influenzano come ci si allena e cosa è meglio mangiare, oggi in molti sport — nonostante i risultati arrivino grazie al talento e soprattutto per merito del duro lavoro e della costanza — riuscire a battere dei record è anche una questione di dettagli: tante piccole accortezze, strategie e strumenti che permettono di limare un tempo, allungare o accorciare di un soffio una distanza.

Un esempio, recentissimo, l’ha dato il ciclista belga Victor Campenaerts, che il 16 aprile ha battuto uno dei primati più ambiti in assoluto nella sua disciplina, il record dell’ora, che in oltre un secolo di storia ha messo alla prova alcuni tra i più grandi ciclisti di sempre.

Ideato dal giornalista francese Henri Desgrange, che fu anche colui che lanciò il Tour the France, il record dell’ora esiste fin dal 1893 e consiste in una corsa contro il tempo, a tutta velocità, per compiere la maggior distanza possibile, sulla pista di un velodromo, nel corso di 60 minuti.
Campenaerts, che è partito alle 18,00 in punto nel Velodromo Bicentenario ad Aguascalientes, in Messico, ha girato per ben 55,089 chilometri, battendo di appena 563 metri il precedente record, che resisteva dal 2015.

«Mi dà grande soddisfazione vedere che tutti questi mesi di preparazione vengono premiati. Oggi, tutto è andato a posto. L’intero Team Lotto Soudal [la sua squadra, ndr] mi ha sostenuto in questa missione, che ovviamente mi ha creato molta pressione, ma questo mi ha motivato ancora di più a renderlo qualcosa di speciale», ha dichiarato il campione, che dalla sua ha avuto anche il supporto di un paio di scarpe speciali, sviluppate insieme al marchio italiano Gaerne.

(foto: Ridley Bikes)

Di base a Coste di Maser, in provincia di Treviso, e specializzato in calzature tecniche, Gaerne ha prodotto per l’occasione, e con l’aiuto di Campenaerts, una scarpa abbinata a calze che migliorano le prestazioni aerodinamiche.

«Queste scarpe sono molto comode e le ho indossate anche durante la mia recente vittoria alla cronometro della Tirreno Adriatico, continuerò ad usarle anche nelle prossime prove a cronometro», ha spiegato il ventottenne belga, che da qualche giorno è il ciclista più veloce del mondo.