Sta per aprire i battenti al MET di New York (dal 10 maggio al 8 ottobre) la mostra Heavenly Bodies – Fashion and the Catholic Imagination che propone un dialogo fra la moda e l’arte medioevale per documentarne il continuo coinvolgimento.

Al centro dell’evento le vesti dei papi e gli accessori provenienti dalla Cappella Sistina, alcuni dei quali mai usciti dalle mura del Vaticano. A sottolineare i parallelismi con la moda dal ventesimo secolo in poi, anche gli abiti di moltissimi stilisti che nelle stampe, nelle grafiche e nelle iconografie hanno contribuito a costruire l’immaginario cattolico.

I più “devoti” di tutti sono certamente Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che nella sfilata dell’a/i 2018 intitolata Fashion Devotion hanno mandato in passerella T-shirt con le scritte “santa moda, ora pro nobis” e “fashion sinner”, senza dimenticare le precedenti collezioni con  Santi e Madonne sulle T-shirt.

“Pietà” di William Adolphe Bouguereau (1876).

T-shirt Givenchy (p/e 2013), che riprende la “Pietà” di William Adolphe Bouguereau (1876).

 

E poi gli abiti di Versace ispirati ai mosaici delle chiese d’Oriente, la giacca di Lacroix con la croce in cristalli colorati, l’abito papale di John Galliano per Dior e la T-shirt del 2013 di Givenchy che riprende la Pietà di William Adolphe Bouguereau del 1876.

E che dire delle calzature?
Anche i Papi calzano made in Italy come dimostrano queste foto di scarpe donate a Benedetto XVI e Giovanni Paolo II dal Consorzio dei SS Crispino e Crispiniano di Vigevano, che raggruppa imprenditori e lavoratori dei settori calzaturiero e affini. Questi modelli sono presenti anche al Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano, oltre alle calzature di Pio XI.