Dalla mostra Fashioned from Nature del V&A di Londra alle scarpe “green”, il tema appassiona griffe, produttori e consumatori.

[In cover: Greenpeace Detox Catwalk in Bandung – © Greenpeace: Hati Kecil Visuals]

Il segnale forte viene dalla mostra Fashioned from Nature, in apertura il 21 aprile (fino al 27 gennaio 2019), al Victoria&Albert Museum di Londra: 300 esemplari di accessori e capi che raccontano il complesso rapporto fra moda e mondo naturale a partire dal 1600 fino ai nostri giorni.

Fra questi, ad esempio, una borsa in fibra di ananas, l’abito di Calvin Klein fatto con la plastica delle bottiglie riciclate indossato da Emma Watson al Met Gala 2016, i cappelli di Philip Treacy, i capi di Stella McCartney, stilista vegetariana da sempre impegnata a favore della sostenibilità e dell’ambiente, una filosofia che nella moda si traduce usando materiali alternativi alla pelle.
Anche
Salvatore Ferragamo ha espresso la sua “responsible passion” con la Orange Fiber Collection, una capsule realizzata con una particolare fibra italiana brevettata e ottenuta da quel che resta delle arance dopo la spremitura. Una sfida, ma anche una opportunità in linea con la filosofia legata alla ricerca su sostenibilità e fonti rinnovabili portata avanti dalla Maison fiorentina e nuovo volano per il futuro della moda made in Italy.

 

Al V&A ci sono anche i prototipi in Vegea, materiale dall’aspetto simile alla pelle che nasce dai derivati della lavorazione vinicola, conosciuti come vinaccia. Un esperimento, allargato anche alle calzature (vedi articolo), rimasto purtroppo senza un seguito, che aveva visto il coinvolgimento dell’eco-designer Tiziano Guardini, vincitore della prima edizione del Green Fashion Carpet Award di Camera Moda.

In generale, l’attenzione a prodotti che abbiano un minore impatto sull’ambiente o che rispondano a determinati stili di vita, è un problema di grande attualità nel mondo della moda tanto che sono nate collezioni di calzature che si fregiano di essere vegane, per l’utilizzo di materiali alternativi alla pelle, o che sono sostenibili.
Così la nuova scarpa
Loop di Stella McCartney è costruita con ganci e cuciture che consentono di evitare l’uso di colle nella suola; realizzata in alter nappa e dunque in pizzo, maglia o finta pelle di serpente, testimonia un design che sostiene un’economia circolare del riciclo.

Risponde a dinamiche eco-friendly il progetto Khriò D+ per la pe 2018, brand del gruppo calzaturiero marchigiano Alma. D come Dream, aspirazione a un mondo eco sostenibile, ma anche D come development, per la costante ricerca di materiali alternativi animal free, e D come design per il look minimal e i dettagli handmade.
Ecco dunque l’utilizzo del materiale Appleskin, proveniente dal riciclo di bucce e torsoli di mele: allo scarto del frutto viene aggiunta una colla a base di acqua e un supporto di cotone. In breve, un materiale organico con proprietà visive simili al cuoio. Il risultato sono sneaker grintose dai colori pastello ottenuti con tecniche pittoriche che coinvolgono tinture ad acqua.   

a.testoni per la stagione in corso propone, invece, un modello di sneaker, abbinato allo zaino, in juta naturale e pelle a concia vegetale con suola in gomma bianca extra-light ottenuta solo da materiali di riciclo.

Del tutto nuovo il progetto per l’a-i 18/19 Ecoalf con la sneaker Zero Waste (residuo zero): tessuto creato dal riclico delle bottiglie PET recuperate dal Mar Mediterraneo (grazie al Progetto Upcycling the Oceans sviluppato dalla fondazione Ecoalf), senza stringhe o lacci, suola fatta di alghe. Per camminare a stretto contatto con la natura!

 

E che dire della scarpa che impiega l’innovativo filato Bio based EVO by Fulgar, messo a punto con la tecnologia Flat Knit, e scelta da Tiziano Guardini per la sua ultima sfilata? Con EVO® Fulgar inaugura un nuovo modo di fare filati, in una sintesi perfetta tra performance e ambiente. Si tratta infatti di un filato ricavato dall’olio di ricino, pianta non destinata all’alimentazione che cresce spontaneamente. Adatto a qualsiasi applicazione tessile e ideale per il mondo dello sportswear, EVO® by Fulgar è ultra-leggero, super stretch e altamente traspirante, si asciuga velocemente e non si stira, gode di proprietà termiche e batteriostatiche naturali: tutta una serie di valori e di plus distintivi che garantiscono massimo comfort e prestazioni uniche, nel pieno rispetto della natura.