Per la prima volta la sfilata al Micam con il “Bags&Shoes Award”.

di Flavia Colli Franzone

[In cover: foto della sfilata di Sofia Scarponi]

Tommaso Cancellara, CEO di Micam premia Sofia Scarponi, vincitrice del Bags&Shoes Award

Quest’anno l’edizione dell’International Lab of Mittelmoda – The Fashion Award 2019, concorso internazionale per stilisti emergenti, per la prima volta è stata ospitata da MICAM Milano, che ha offerto anche il premio Bags&Shoes Award, vinto da uno dei 24 finalisti scelti da una giuria di esperti del settore, presieduta da Matteo Marzotto.
Lo specifico riconoscimento per gli accessori è andato all’italiana Sofia Scarponi dell’Accademia di Costume e Moda di Roma. Oltre ad avere il tradizionale supporto di Fondazione Industrie Cotone e Lino, Camera Nazionale della Moda Italiana e Lectra come main sponsor, questa volta il concorso è stato organizzato in partnership con Confindustria Moda, consentendo di dare maggiore attenzione, oltre agli studenti in fashion design, anche alle altre figure professionali necessarie al comparto moda, che include gli accessori.

Di questo parla a Italianshoes.com il presidente di International Lab of Mittelmoda, Matteo Marzotto.

Matteo Marzotto, presidente di International Lab of Mittelmoda

Come si è arrivati a includere gli accessori fra i premi?

Il bello di un contenitore come International Lab è che si può modulare l’obiettivo secondo il taglio che si vuole dare al premio. Si può scomporre il premio nelle tante categorie che compongono il sistema moda. Da tempo dico che la moda è fatta di tanti “saper fare” che caratterizzano una filiera lunga, che coinvolge più tipologie e non solo quindi l’abbigliamento.

Quindi il premio agli accessori diventerà una costante per Mittelmoda?

Poiché abbiamo siglato un accoro di partnership con Confindustria Moda, dove sono rappresentate tutti gli attori del sistema e la filiera lunga, questo premio dedicato agli accessori d’ora in poi vuole rappresentare stabilmente un punto di riferimento di ingegnosità, ma anche del saper fare dei vari mestieri.
I premi che la giuria assegna, e su questo insisto molto con i giurati, non devono essere il risultato solo di creatività spinta e pura. Il ruolo dello stilista oggi comporta una conoscenza della complessità della filiera e dei costi di ogni fase della lavorazione, dal prototipo al prodotto finale. Anche i grandi stilisti di oggi sono uomini-prodotto che non si possono più permettere capricci creativi.

Qual è il livello dei progetti sugli accessori che vi sono pervenuti?

Cominciamo a vedere giovani che hanno una sensibilità specifica sugli accessori, come le calzature, le borse e i gioielli, che si esprime attraverso progetti molto interessanti. Si nota preparazione, ma soprattutto molta passione. In finale ci sono ragazzi di 12 nazioni fra cui molti italiani che sono bravi. Questo vuol dire che le nostre scuole formano bene, anche sulle competenze tecniche, ormai indispensabili.

I vincitori vengono poi inseriti in stage aziendali?

In passato alcuni ragazzi hanno fatto stage aziendali. Tanto più questo premio viene riconosciuto come un’ espressione del sistema moda, di conseguenza il vincitore auspicabilmente dovrebbe fare una esperienza in azienda.

Lei è sempre stato il paladino del made in Italy. 

Ho smesso di parlare di made in Italy, che veniva raccontato male, a favore di “well done in Italy”, che rappresenta meglio la produzione italiana sintesi di mani, cuore e cervello. Questo devono capire i giovani per lavorare nella moda.