Le opere d’arte (commestibili) dello chef milanese Yujia Hu

Yujia Hu non ha nemmeno trent’anni ma il suo nome è già conosciuto in tutto il mondo, grazie al sushi e alle scarpe.
Proprio dall’unione tra uno dei più famosi piatti giapponesi e le calzature sono nate le Shoeshi, cioè sushi che ha le sembianze di celebri e iconiche scarpe.

Ventinove anni, di origine cinese, quasi quarantamila follower su Instagram, Yujia è nato e vive a Milano, dove lavora come chef. Forte di un’abilità manuale e creativa che non è poi così differente da quella dei designer e degli artigiani del calzaturiero, Hu ha partecipato all’ultima edizione di MICAM Milano con una performance dal vivo.

Noi di Italian Shoes lo abbiamo intervistato.

Cosa facevi prima di diventare chef?

Frequentavo il Liceo Artistico Boccioni a Milano. In quarta, però, ho dovuto lasciare la scuola per aiutare a gestire il ristorante di famiglia. Lì ho imparato l’arte di fare il sushi e a 18 anni sono diventato sushi chef. Sono più di 10 anni che lo faccio.

Shoeshi è il mio progetto personale, un sintesi tra il fare lo chef e fare l’artista, quindi in qualche modo sono tornato alla passione che mi aveva fatto scegliere il Liceo Artistico.

Come sei passato dal sushi “normale” alle tue creazioni?

Due anni fa ho iniziato a creare con il sushi i volti dei giocatori dell’NBA, campionato che seguo sempre. L’idea era di sponsorizzare un po’ il ristorante, differenziarlo rispetto alla concorrenza. Poi il canale sportivo americano ESPN ha mostrato i miei lavori e da lì la cosa ha fatto il giro del mondo e mi sono arrivati tantissimi follower su Instagram.

Dai ritratti sono poi passato alle scarpe da basket e alle sneaker più celebri: altro successo, altro giro del mondo, altri follower.

La tua vita è cambiata?

In parte sì, ma lavoro ancora al ristorante, che adesso gestisco.

Quanto lavoro c’è dietro a ogni opera?

All’inizio di più. Ora sono più rapido ma come minimo impiego 15 minuti. 

 

La fase fondamentale, però, avviene prima della creazione vera e propria, quando visualizzo il risultato che voglio ottenere.

Come ti sembra MICAM?

È divertente. Arrivano un sacco di complimenti e questo mi motiva a fare di più, ad andare oltre.

In questa fiera c’è tutto il mondo. Questa è la seconda edizione a cui partecipo e quando sono arrivato qui per la prima volta avevo realizzato soltanto sneaker, quindi ho sperimentato cose nuove: scarpe da donna, scarpe classiche, sandali…

Cosa ne pensi delle scarpe italiane?

Il Made in Italy è il Made in Italy!
Per quanto riguarda design, cibo, moda, l’Italia non ha rivali.