Un nuovo marchio veneto fondato da madre e figlio, che puntano sul fatto a mano e sui colori

Capita, quando ci si avvicina ad alcuni capolavori della pittura del passato, di riuscire quasi a percepire le singole pennellate dell’artista, a immaginarlo lì, al lavoro sulla tela, passare il colore strato dopo strato.

Le scarpe di Jacopo Ridolfi fanno lo stesso effetto. Basta vederne un paio anche soltanto in fotografia per evocare l’artigiano chino al tavolo del suo laboratorio stendere le tinte col pennellino sulla pelle grezza, assecondando la forma della scarpa a livello cromatico prima ancora di assemblare ogni modello.

Nato nel 2015, il marchio Jacopo Ridolfi è un piccolo miracolo nato grazie all’unione di tre “ingredienti”: una bella storia, un ottimo prodotto – Made in Italy e realizzato artigianalmente — e finalmente un’efficace comunicazione, studiata soprattutto per i mercati internazionali.

Dietro al progetto ci sono madre e figlio: Jacopo Prati e Nicoletta Ridolfi, che iniziò come operaia nel 1957 nel distretto calzaturiero veronese, accumulando decenni di esperienza e di know-how.

Determinato a lanciare una piccola impresa di famiglia, Prati si è messo al lavoro creando i primi modelli e utilizzando poi uno strumento come il crowdfunding per mettere assieme i fondi necessari ad ampliare l’attività.

Caso più unico che raro, è riuscito a raccogliere diverse decine di migliaia di Euro su ben due piattaforme — Kickstarter e Indiegogo — grazie alla fiducia di tante persone di tutto il mondo, interessare a supportare l’iniziativa e prenotare un paio di scarpe fatte a mano. Scarpe che oggi, assieme a borse e accessori, sono vendute online ed efficacemente raccontate sulla pagina Facebook del brand.

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