La consapevolezza di avere in Italia un  patrimonio unico, fatto di tante aziende di dimensioni medio piccole con profonde radici nel territorio e la conoscenza dei vantaggi che offre la filiera del settore pelle, hanno spinto David Clementoni, rampollo di terza generazione della famigli dei giocattoli,  a creare la piattaforma Italian Artisan. Quello che ha intuito Clementoni è stata però la mancanza di un network che mettesse a disposizione le potenzialità dell’offerta made in Italy a designer, brand e retailer internazionali che non avrebbero altrimenti saputo come trovare gli interlocutori e i partner giusti.

Come è nata l’idea?

Dal mio percorso di studi e dalla conoscenza della realtà della mia regione, le Marche. Ho studiato architettura a Roma, poi un master in business administration  a Madrid, in seguito una esperienza a New York e poi, quasi inevitabile, in Clementoni. Ma non era lì il mio futuro.
Mi sono reso conto che a livello territoriale c’erano delle problematiche importanti sia a livello di gestione, che di comunicazione e dialogo con l’estero. Da una parte imprenditori con questo fuoco sacro del bello e ben fatto e dall’altra aziende che non volevano prendersi rischi o aggiornarsi.

Si trattava quindi di dare strumenti concreti alle aziende.

Ho notato che aziende di medie dimensioni non riuscivano a trovare una via per l’internazionalizzazione sostenibile oppure brand anche strutturati che cercavano di diversificare la produzione o di fare reshoring in Italia, senza sapere da che parte cominciare.
Italian Artisan vuole trovare una risposta a queste necessità.

Quali sono i problemi più comuni che si riscontrano fra le aziende?

Il basso livello di digitalizzazione, la difficoltà a innovarsi, spesso una clientela non adeguata al proprio target. Abbiamo lavorato su questi aspetti: la tecnologia, i modelli di business, il portafoglio clienti dell’azienda. La mia esperienza mi porta a valutare l’azienda in un’ ottica globale, una visione che manca a molti produttori italiani.  

A chi si rivolge la piattaforma B2B?

A 3 categorie: designer, brand e retailer. Ai designer troviamo l’infrastruttura produttiva, facendo leva sul network di artigiani che si sono registrati sul portale, fornendo gli strumenti  per panificare e avviare la produzione di quanto hanno ideato. Ai brand offriamo un collegamento con buyer internazionali che li aiutino a espandersi sui mercati più interessanti e nei quali non abbiano la capacità o le risorse per operare da soli. Ai retailer diamo accesso a marchi e prodotti esclusivi del made in italy, fornendo massima flessibilità nei tempi di consegna e quantitativi di produzione.

Da chi è composta oggi la community?

Oggi la community conta 278 artigiani, 1011 brand e 3154 prodotti.