Il Dna non mente e lo stilista torna in scena con capi e calzature dove si mescolano spunti di culture diverse.

Era già chiaro dalla presentazione dello scorso gennaio, quando lui stesso era salito sul palco a suonare la chitarra: la sua anima rock rimane incollata alla sua moda come una etichetta indelebile, che ha mostrato anche sulla recente  passerella donna e uomo, dedicata alla primavera/estate 2018. Solo che ora si è accentuata la contaminazione con altre subculture, quelle delle band giapponesi, dell’hip hop e delle teddy girls. Fedele quindi al suo Dna, ma anche al partner produttivo di lunga data per quanto riguarda le calzature uomo, donna e bambino, che continuano a essere prodotte dal calzaturificio Rodolfo Zengarini, come spiega lo stilista.

Da quanti anni collaborate?

Lavoro con Zengarini da 25 anni . Abbiamo una solida relazione sia professionale che personale. Quando il mio brand di recente ha cambiato proprietà, ho voluto continuare con lui la licenza delle calzature.  Se c’è intesa con qualcuno, non è necessario spiegare ogni cosa. L’azienda sa cosa mi piace, le mie esigenze e quindi è propositiva nei miei confronti.

Quanto contano le calzature per il suo brand?

Le calzature continuano a essere importanti, anche con il nuovo corso. In passato hanno rappresentato il 40% del mio business e conto che in futuro ricoprano ancora la stessa percentuale.  Forse anche di più, perché il mercato dell’abbigliamento è sempre più difficile e complesso e l’accessorio è il prodotto che consente di fare i numeri.

Com’ è cambiato il mercato?

Un cambiamento radicale. Internet e i social media hanno rivoluzionato il mondo della moda e il modo di fare marketing. Le collezioni non possono più essere vaste come in passato, ma in continuo divenire e soprattutto senza stagionalità. Quindi diventa importante il valore intrinseco del prodotto, cioè la qualità e la fattura. Bisogna accontentare i clienti storici, ma anche i nuovi consumatori, che hanno un approccio diverso agli acquisti. Ad esempio, i cinesi vivono attaccati al cellulare, la loro vita è tutta lì dentro. Comprano immediatamente quello che vedono e dobbiamo assecondare i loro tempi. Per noi europei è diverso, perché abbiamo una lunga tradizione di acquisti nelle boutique. Ma anche per noi si aprono nuovi scenari e sfide.

Quali caratteristiche devono avere le calzature?

Le scarpe devono contribuire a determinare l’outfit, aggiungere un twist, quindi avere un forte carattere, che si ottiene con i dettagli.

Le scarpe devono avere un forte carattere che si esprime attraverso i dettagli.

Quali sono i modelli della collezione che preferisce?

Quelli con il fondo a cassetta per distinguerli dalle running shoes dei grandi player.  Le scarpe con i dettagli tattoo o con il piercing, le borchie e le serigrafie. Un’ allure retrò anni Settanta è innegabile nelle zeppe e nei colori.   

L’anima rock è ancora presente nel brand e quindi nella sfilata?

È parte di me. La sfilata è un percorso nelle subculture metropolitane più iconiche.  Un mix di punk, jap e pop art. Giacche e pantaloni da donna con tasselli di fiori stilizzati, gonne in denim ricamato, camicie optical in bianco e nero, giubbini in pelle a intarsio, abiti in seta ricamata sono accessoriati dagli zoccoli in legno laccato, molto lucido e riflettente con pietre, anelli e aculei. Per l’uomo ciabatte in suede o stampa cocco con morsetto e piccole borchie.