Tutti ne parlano, ma non tutti hanno le idee chiare. Ecco qualche spunto per capirne di più

Che sia l’argomento del momento non ci sono dubbi. Tutti i giornali ne parlano soprattutto da quando il Governo ha stanziato 18 miliardi di euro (nel periodo 2018-2027) per attivare investimenti innovativi con incentivi fiscali di cui potrà beneficiare l’industria manifatturiera italiana. Uno stimolo per spingere le imprese a dedicarsi all’industria 4.0, un percorso che modificherà i processi produttivi e le competenze  professionali.

Lo ha detto il sottosegretario allo sviluppo economico Ivan Scalfarotto durante l’Assemblea annuale di Assocalzaturifici dello scorso giugno all’ Università Liuc di Castellanza, a dimostrazione che anche il settore delle calzature è coinvolto in questo processo evolutivo.  Oltre alle relazioni, fra cui quella del presidente Annarita Pilotti che ha fatto il punto della situazione sulla congiuntura del settore, l’Assemblea è stata animata da due workshop su “Le tecnologie 3D per la prototipazione dei prodotti” e “L’azienda diventa fabbrica intelligente” con visita all’i-FAB dell’Università.

Sicuramente le calzature stampate in 3D sono uno degli esempi più diretti dell’industria 4.0 e già alcuni designer hanno presentato prototipi e modelli completamente realizzati con questa tecnologia o solo con componenti stampati in 3D. Quanto alla perfetta calzabilità, c’è ancora un po’ di strada da fare.

Perché se ne parla tanto

Perché Industria 4.0 è la manifestazione in chiave produttiva della trasformazione digitale che sta sempre più cambiando l’economia, il business e in definitiva le nostre vite. Le moderne tecnologie dell’informazione consentono una distribuzione immediata del dato digitale, la sua elaborazione istantanea e la sua fruizione in tempo reale. Questo apre scenari completamente nuovi sia per quanto riguarda i processi di sviluppo del prodotto che per quelli legati alla sua fabbricazione e può contribuire in maniera determinante alla competitività delle imprese.

Cos’è Industria 4.0.

Nasce dalla quarta rivoluzione industriale.  In estrema sintesi si tende a descriverla come un processo che porterà alla produzione industriale a forte automazione e interconnessa. È la commistione di nuove tecnologie e materiali, ma il punto di arrivo non è semplicemente la fabbrica smart o l’acquisto di nuovi macchinari avanzati; essi sono solo il mezzo per arrivare a un concetto di fabbrica che si integra con i fornitori a monte e a valle, in un processo di filiera integrata.

Cosa significa per le calzature

Per il mondo della produzione calzaturiera può significare più flessibilità e capacità di risposta al mercato grazie alla possibilità di accedere a una grande quantità di informazioni e dati di processo utili per incrementarne l’efficienza. Ma significa anche trovare, grazie alle tecnologie tipiche di Industria 4.0, il giusto equilibrio tra sapere, capacità artigianale e automazione in scenari produttivi di nuovo tipo che consentano anche il riavvicinamento di fasi produttive da tempo trasferite all’estero e un accorciamento delle filiere produttive in chiave di ritorno di produzioni delocalizzate.

Chi ne può beneficiare

Tutta la filiera del settore calzaturiero, dai produttori ai loro fornitori, dai fabbricanti di macchinari e sviluppatori di tecnologie di processo, ai consumatori finali. Grazie alla diffusione della trasformazione digitale che Industria 4.0 porta con sé verso il retail, i consumatori potranno ottenere prodotti più mirati ai loro bisogni, addirittura personalizzati, acquistati in spazi di vendita che diventeranno sempre più luoghi emozionali, attivati dalle nuove tecnologie.
Tanto più pervasiva e omogenea sarà questa trasformazione tanto più potente sarà il suo impatto sull’intera catena del valore della calzatura.