Il marchio americano che prende il nome dal fiume toscano e realizza le scarpe in Italia

Sono molti i marchi americani che scelgono l’Italia per produrre le loro calzature. E sempre di più sono i designer che qui vengono anche a studiare. È il caso di Rachel Arnow, originaria della California del Nord che, dopo il college, ha attraversato l’oceano ed è arrivata a Milano per frequentare i corsi della prestigiosa scuola Arsutoria.

Dopo qualche anno di attività come designer, stylist e consulente per brand americani ed europei, Arnow (forse nel cognome era già scritto il suo destino) ha deciso di fermarsi in pianta stabile in Toscana, e qui ha fondato un marchio di abbigliamento, accessori e calzature insieme a Defne Crowe, anche lei californiana ma a capo di un’agenzia di pubbliche relazioni a San Francisco.

Con l’idea di lanciare una linea femminile di alta qualità ma a prezzi raggiungibili, Arnow e Crowe hanno pensato di occuparsi direttamente della vendita e della distribuzione (non si affidano a intermediari ma vendono attraverso il loro sito web) e di affidare l’intera produzione ad una serie di artigiani toscani.

Il loro brand non poteva che chiamarsi Arnø, come l’omonimo fiume che attraversa i luoghi da cui provengono i materiali e nei quali vengono realizzati i prodotti.

La manodopera è uno dei fattori fondamentali del progetto di Arnow e Crowe, tanto che le due fondatrici considerano Arnø come una sorta di cooperativa e sul sito c’è un’intera sezione — Meet the makers — dedicata a presentare gli artigiani e a raccontare la loro vita e le loro passioni.

Ogni cliente che acquista un prodotto, inoltre, riceve una cartolina di ringraziamento con tanto di foto e nomi di chi l’ha realizzato. Caroline che si possono poi rispedire indietro per ringraziare gli artigiani.
«Siamo sorprese da quanti clienti scelgono di rispedirci le cartoline», hanno raccontato le due fondatrici al magazine americano Fast Company.

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