Migliaia di esemplari di antichi zoccoli in legno

Qui su Italian Shoes le grandi protagoniste sono le calzature italiane — e cioè il meglio del meglio di quanto il mercato internazionale possa offrire — con le loro storie, i marchi, i distretti calzaturieri, l’innovazione industriale, gli artigiani, i nuovi talenti.

Ciò non toglie, però, che qualche volta si possa andare a sbirciare tra le tradizioni degli altri paesi, a cercare eventuali connessioni, a esplorare la storia della scarpa da differenti prospettive, a indagare in cerca di ispirazioni, soprattutto in un periodo in cui nelle scuole di design della moda e degli accessori le classi sono piene di studenti di tutto il mondo, che hanno esperienze e immaginari che non conoscono frontiere e riscoprono tecniche e modelli del passato con spunti che arrivano anche dai luoghi più inaspettati.

Proprio per questo, crediamo possa essere interessante andare a scoprire culture, tecniche e tradizioni “altre”, come nel caso del Klompenmuseum, un museo internazionale dedicato alle scarpe in legno, i klompen appunto, i tipici zoccoli olandesi che da secoli vengono indossati come scarpe da lavoro.

Imparentati con le sgiavare (o sgalmare) venete, i klompen esistevano già nel Medioevo, ma probabilmente risalgono a molto prima. Realizzati soprattutto in legno di pioppo o di salice, venivano e vengono ancora decorati in tantissimi modi differenti.

Nato nel 1990 a Eelde, una piccola località nel nord-est dei Paesi Bassi, il museo vanta la più vasta collezione di calzature in legno del mondo, più di 2400 esemplari, oltre agli strumenti e ai macchinari per realizzarle. Non solo klompen, dunque, che tuttavia sono il pezzo forte della raccolta, che offre anche un database online con centinaia di antichi pezzi.