Il libro Fashion Industry 2030 analizza i cambiamenti che le aziende devono gestire a causa dei problemi ambientali e sociali.

Tutti ne parlano, un libro li approfondisce: sono gli argomenti di grande attualità trasversali a tutta la filiera della moda: innovazione responsabile, trasparenza e tracciabilità, circolarità e consumo collaborativo. Di questo si parla nel libro di Francesca Romana Rinaldi, docente dell’Università Bocconi, “Fashion Industry 2030. Reshaping the future through sustainability and responsible innovation”, che presenta un’approfondita analisi sui profondi cambiamenti che le aziende devono gestire con urgenza a causa degli ormai noti problemi ambientali e sociali che si nascondono dietro le catene del valore del settore moda.

Il G7 Summit svoltosi a Biarrits nel 2019 ha siglato l’impegno di 32 brand del settore nel “Fashion Pact”, un importante statement di un graduale allineamento agli obiettivi dei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’ONU, focalizzando l’azione su tre gap legati all’”ambiente”, la “biodiversità” e il “clima”. L’impegno del 20% del settore è importantissimo ma non basta: il libro afferma che la strada è ancora lunga, però c’è una speranza per il futuro della moda, verso il 2030.

Tanti casi aziendali e testimonianze fra cui quelle di Matteo Marzotto e Matteo Ward, che hanno scritto rispettivamente la prefazione e le conclusioni, sono raccontati nel libro per mostrare che già oggi esistono numerose buone pratiche e che l’approccio delle aziende si sta gradualmente allontanando dal greenwashing per diventare realmente strategico.
Tra i punti di forza del libro c’è la creazione di un nuovo modello di circolarità della catena del valore chiamato “Renewed Fashion Value Chain” sviluppato in 6 punti.
 

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