A MICAM sfilano i giovani e si parla di trasformazione, coerenza e sostenibilità

«Siamo migrati in un mondo nuovo, leggero, veloce, immateriale».

Sulla passerella della Fashion Square, durante l’88ª edizione di MICAM, lo stilista Ernesto Esposito cita Alessandro Baricco e il suo saggio The Game. Esposito — che ha disegnato calzature per alcuni tra i maggiori brand internazionali e ha un marchio a suo nome — introduce così il piccolo dibattito che precede la sfilata degli Emerging Designer, che da diversi anni è uno dei format più fortunati e attesi della fiera milanese.

La giuria, presieduta da Esposito e composta da professionisti come la product manager Sabrina Perazzolo, lo stylist Francesco Casarotto, la blogger e docente Nunzia Garoffolo, la co-fondatrice e presidente dello showroom Massimo Bonini Sabrina Scarpellini e il fotografo Sergio Goglia, ha selezionato 12 marchi emergenti da tutto il mondo e li ha affiancati ad altrettanti influencer che su Instagram hanno interpretato i loro prodotti.

In attesa di vedere passare in sfilata i modelli di Anna Baiguera (Italia), Maison Ernest (Francia), Adult. (Francia/Belgio), Annie Gestroemi (Italia), Marie Weber (Francia), Seven All Around (USA), Ballūta (Portogallo), Panafrica (Francia), Paolo Ronga (Italia), Me.Land (Francia), Andrea Mondin (Italia) e King Ping (Cina), sulla passerella si parla di presente e di futuro.

A raccontare insieme a Esposito questo “mondo nuovo”, durante il panel hanno preso parola una delle giurate, Sabrina Scarpellini, una delle influencer, Francesca Chelli, e una delle designer emergenti, Heesung Choi, fondatrice di Seven All Around.
Trasformazione, sfide, coerenza e sostenibilità le parole chiave più volte citate durante gli interventi degli ospiti.

È in trasformazione l’intero panorama della comunicazione. «Il consumatore sempre di più si informa online prima di acquistare un prodotto, sia attraverso i canali social che i siti. Quindi per i brand è più importante che mai saper comunicare, e questo vale sia per i giovani marchi che per quelli presenti sul mercato da tanto tempo», spiega Scarpellini, che sottolinea, tuttavia, come nel settore lusso il principale canale di vendita siano ancora i negozi.
Anche secondo Esposito la comunicazione è fondamentale ma non è sufficiente: «i risultati arrivano dall’esperienza e da anni passati a lavorare duramente. Non basta l’influencer per far vendere il prodotto. Serve la qualità, quella per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo».

E c’è bisogno anche coerenza. Così la pensa Scarpellini, secondo la quale i marchi devono essere coerenti nella loro comunicazione, tanto i giovani quanto quelli che hanno alle spalle un grosso heritage.
È così anche per gli influencer. Per Francesca Chelli l’influencer ha la capacità di amplificare il target e il passaparola, un passaparola che è ancora la forma più potente di comunicazione. «Ma è necessaria la credibilità», aggiunge. «E per essere credibili ci vuole coerenza. L’influencer ha il suo stile, ha un suo posizionamento, proprio come un brand, quindi quando promuove un prodotto è necessario che sia qualcosa di coerente a quello stile e a quel posizionamento».

In un mondo che cambia, le sfide sconvolgono i paradigmi e coinvolgono tutti.
«Quelle firme che nei decenni passati hanno realizzato campagne enormi nelle vie più eleganti delle città della moda ora devono riuscire a entrare anche nei cellulari di tutto il pianeta», chiosa Scarpellini, mentre per Heesung Choi il tema che davvero mette in discussione tutto è quello della sostenibilità.

Secondo la designer è proprio nel campo della sostenibilità che ci giocheremo il futuro.
«Vedo che le giovani generazioni sono più sensibili riguardo ai cambiamenti della società e del pianeta», sostiene Choi, che punta specialmente sulle tante innovazioni nel campo dei materiali.
«Penso che la nostra missione, come designer, sia di usarli per creare moda. So che sarà molto difficile per tutti noi cambiare in maniera rapida, ma se cominciamo a prestare attenzione ai materiali e ai processi di produzione possiamo cominciare a cambiare, a lavorare a un futuro migliore».

Da sinistra a destra Sabrina Scarpellini, Ernesto Esposito, Francesca Chelli e Heesung Choi