Camp: Notes on Fashion apre a New York il 9 maggio preceduta dal Met Bal.

[In cover: Alessandro Michele (Italian, born 1972) e Thom Browne (American, born 1965), photo by © Johnny Dufort, 2018]

Eccesso, stravaganza, esagerazione, artificio, ironia: tutto questo è racchiuso nel termine inglese “camp” di non facile traduzione in una sola parola, ma che condensa il concept della mostra in apertura al Metropolitan di New York il 9 maggio (fino all’8 settembre) dal titolo Camp: Notes on Fashion. Su questo tema si concentra quest’anno la consueta e attesissima mostra preceduta dall’ormai famoso Met Gala, che per invitati e red carpet non è certo secondo alla notte degli Oscar.

Attraverso oltre 250 fra oggetti e abiti, che spaziano dal 17esimo secolo ai nostri giorni, la mostra trae spunto dal saggio di Susan Sontag del 1964 dal titolo “Notes on Camp” che a sua volta aveva esplorato l’esuberante estetica di quegli anni.

Fra gli abiti in mostra, solo per citarne alcuni, quelli di Alessandro Michele per Gucci, perfetta espressione di questo stile “camp”, alcune creazioni di Marc Jacobs, Jeremy Scott, Thom Browne, Virgil Abloh, Walter Van Beirendonck, Vivienne Westwood.