Alla sede di Dobbiaco e ai negozi di Cortina si aggiunge un altro multibrand donna in apertura durante la Cortina Fashion Week. Con un piano dedicato alle calzature.

[In copertina: il nuovo negozio di Kraler a Cortina dedicato alla donna]


Moda, arte e musica sono i temi che animano la Cortina Fashion Week dal 7 al 10 dicembre, che quest’anno sarà focalizzata sull’ecosostenibilità e sulla solidarietà. Ma sono anche i temi cari a uno dei protagonisti di questo lungo weekend in montagna, la famiglia Kraler che proprio in quei giorni inaugura un nuovo spazio donna, articolato in tre boutique collegate, al n. 119 di Corso Italia, aggiungendo un’altra ambita meta dello shopping alle insegne già esistenti in città.

Innanzitutto moda, perché tutti i negozi Franz Kraler, da Dobbiaco a Cortina, propongono i top brand internazionali per uomo e donna, e poi arte e cultura, valori che appartengono al Dna della famiglia di ceppo asburgico, che ha scelto come quartier generale  “il castello”, ricavato dalla dependance del famoso Grand Hotel Dobbiaco, residenza estiva dell’imperatore Francesco Giuseppe.  Anche la musica, attraverso il dj set del compositore Giorgio Moroder, sarà la protagonista nella sera dell’8 dicembre, accanto all’opera a cielo aperto di Stefano Ogliari Badessi, star del prossimo Miami Art Basel. Nel mondo di Franz, Daniela e Alexander Kraler, uniti nella vita e nel lavoro, tradizione e lusso sono le parole chiave ma al centro dell’attenzione c’è sempre il cliente, accolto in negozio con calore, perché questa è la vera differenza rispetto agli acquisti on line, come spiega a italianshoes Daniela Kraler.

Franz, Daniela e Alexander Kraler

Franz, Daniela e Alexander Kraler

 

Di fronte allo strapotere dei social e l’aumento dell’e-commerce, qual è il ruolo oggi del negozio offline?

Regalare al cliente un customer journey, un’esperienza di shopping che va oltre l’acquisto. Accoglierlo in negozio e coccolarlo come un amico, fargli sentire il nostro calore e guidarlo personalmente nelle scelte attraverso ambienti suggestivi e curati e brand esclusivi. Questo è il vero valore aggiunto che la rete non può offrire. Una strategia che ci ha premiato, se oggi abbiamo un milione di clienti. Ciò non vuol dire escludere il web, o sottovalutare i social. Anzi, verranno implementati, ma sempre curati da noi personalmente e non affidati ad altri da gestire. È previsto anche un progetto per l’e-commerce e anche questo sarà speciale.

Come è cambiata quindi la shopping experience?

Nel nostro caso nulla è cambiato. Sicuramente siamo atipici. Non facciamo distinzione fra clienti vip e gente comune. Per noi sono tutti importanti e l’attenzione è la stessa.

E il ruolo dei buyer?

Non conta più solo la moda. Dobbiamo essere preparati e attenti al lifestyle, alla cultura, all’arte, alla musica, al sociale. Per questo motivo ospitiamo in negozio eventi multidisciplinari.

Calzature e abbigliamento: quale dei due cattura prima l’attenzione del cliente che entra in negozio?

La calzature è una “potenza”, perché appassiona, intriga, è capriccio. E poi non ha taglia o età e quindi quei limiti spesso imposti dall’abbigliamento. Per questo cattura l’attenzione di chi entra in negozio. A Dobbiaco abbiamo un piano solo dedicato agli accessori e nel nuovo negozio donna di Cortina, il primo livello interrato ospita le scarpe.

Il negozio di Cortina al 107 di Corso Italia

Il negozio di Cortina al 107 di Corso Italia

È più facile sbagliare nell’acquisto di un accessorio o di un capo di abbigliamento?

C’è più libertà nell’acquisto dell’accessorio, mentre per l’abbigliamento bisogna fare più attenzione alle varie occasioni d’uso e quindi è più facile sbagliare.

Quali consigli darebbe alla donna che entra in negozio per acquistare le calzature per la p/e 2018?

Le direi di comprare quello che ha voglia, perché la scelta è veramente vasta: le ballerine, i modelli flat, gli stivali d’estate in vari materiali, le sock sneaker. Lo streetstyle è all’avanguardia e marchi come Vuitton, Celine, Balenciaga lo sanno esprimere al meglio anche nelle calzature.

Quale sarà il must have della prossima stagione?

Il tacco “salva vita”, come lo chiamo io, cioè di pochi centimetri, sia sottile che grosso.

Cosa vuol dire made in Italy negli accessori?

Qualità, artigianalità, orgoglio.

I clienti apprezzano il made in Italy?

Sicuramente, ma oggi non c’è più il terrore del “made out” come una volta. Si dà molto peso alla bellezza e alla comodità.

Quali sono i marchi di calzature best seller nei vostri negozi? 

Non ci sono brand che svettano su altri. Li vendiamo tutti bene, da Louboutin a Gianvito Rossi, da Gucci a Jimmy Choo, da Aquazzura a Balenciaga, solo per citarne alcuni. È difficile che la donna esca dal negozio con un solo paio. Abbiamo clienti, mi sento di dire una decina, con armadi pieni di scarpe, catalogate in base agli anni e alle date di acquisto. Dei veri e propri piccoli musei in casa.

Proponete anche brand giovani?

Abbiamo sempre fatto scouting e anche progetti con giovani designer per i nostri negozi. Però dietro ai grandi marchi c’è tanta ricerca, heritage, comunicazione e questo mix di componenti spinge sicuramente gli acquisti.