Tre temi per l’a-i 18/19. Da ricordare al momento degli acquisti.

[In cover: la sfilata Monnalisa per l’a-i 18/19 a Pitti Bimbo]

La calzatura è un elemento determinante nel puzzle dell’abbigliamento per bambini, che spazia da outfit azzardati a proposte più easy, in un continuo mix&match e sovrapposizioni, come ha dimostrato il salone Pitti Bimbo per l’autunno-inverno 18/19.
La scarpa a volte asseconda i capi, altre si pone in netto contrasto con essi, creando un corto circuito nei codici del vestire. Sneaker e running hanno cambiato destinazione d’uso e, infatti, accompagnano ormai le occasioni più formali e la cerimonia, soprattutto per i maschietti, che le indossano anche con il blazer.  La virata verso lo streetwear, se si è accentuata per l’adulto, è inevitabile e ancora più marcata per la moda junior, che evidenzia sempre più una attitudine green, nella scelta di materiali eco-friendly, pellami conciati al naturale, tessuti riciclati.

Cocoon

Avvolgenti e comode, ma soprattutto calde, grazie a ciuffi o tomaie in pelliccia che cambiano il look alla sneaker. In alternativa, per le camminate quotidiane, nel guardaroba non possono mancare scarponcini, stivaletti e pedule, meglio in materiali waterproof, per mantenere i piedi caldi e asciutti tutta la giornata.

Evergreen

Sono le sneaker e le running, modelli ormai no season e unisex. Continua il trend delle sock sneaker, come per l’adulto, confortevoli e facili da calzare, ma soprattutto colorate. In alternativa, i modelli dal tocco etnico con frange, nastri, intrecci e inserti.

Mini moda

Anche per i piccoli passi le opportunità di scelta sono infinite e racchiudono tutte le tendenze del mondo junior e adulto. Dai mini moonboot ai boots e scarponcini per le proposte unisex, mentre per le bambine più piccole rimangono intramontabili le scarpine a due occhi e le ballerine con il cinturino alla caviglia.

 

Durante Pitti Bimbo di gennaio è stata presentata la ricerca “Creando bambini. Discorsi, esperienze e rappresentazioni dell’infanzia nella moda bimbo” che, partendo dalla moda e dall’esperienza/gioco che molti bambini fanno con le sfilate, sempre in calendario al salone di Firenze, fa scoprire un modo diverso, che va oltre gli stereotipi, di guardare al bambino e al settore.
Sotto i riflettori, il ruolo sociale e culturale dell’abbigliamento per grandi e piccoli, gli immaginari che muovono gli stilisti e chi opera nel settore. Infatti  nello studio, condotto da due docenti dell’Università di Bologna attraverso la prospettiva e gli strumenti innovativi della nuova sociologia dell’infanzia, i soggetti analizzati sono bambini dai 6 ai 10 anni, genitori e professionisti. Il punto di vista dei bambini riguardo le sfilate è che rappresentano sì un impegno, ma anche un gioco e una opportunità di incontrare amici. Vita reale e finzione si intrecciano nei loro racconti più di quanto non passi dal discorso mediatico prevalente.
I genitori acconsentono in parte per vanità personale, in parte per assecondare il desiderio dei bambini purchè sfilare sia per loro un gioco. Per i produttori di moda risulta importante saper assumere il punto di vista del bambino, capire e assecondare le loro esigenze per proporre capi sempre più stimolanti e innovativi.
Prossimo target dell’indagine, che è ancora work in progress, sarà il coinvolgimento delle nonne.