Una docente del Politecnico di Torino ha lasciato la carriera accademica per realizzare calzature

«Due righe per spiegare perché, tra tanti, proprio BRUNO. È una dedica a Munari, spesso la mia fonte d’ispirazione, non tanto per la sua arte ma per quella commistione di ricerca e atto sperimentale che fa, delle (mie) BRUNO, scarpe strutturate ed essenziali. In ogni caso si tratta semplicemente di un omaggio. Ché, alla fine, son solo scarpe» spiega sulla sua pagina Facebook, con ironia e umilità, la designer Miriam Bicocca, che da pochi mesi ha fondato il suo nuovo marchio di calzature: Bruno, appunto.

Dietro, oltre all’omaggio/ispirazione, c’è anche un bellissima storia. 34 anni, due figlie, una formazione come progettista, Miriam ha infatti deciso di lasciare il suo lavoro di docente al Politecnico di Torino per imparare a realizzare calzature,  andando a bottega da uno dei più grandi artigiani torinesi della calzatura, Beppe Rondinella di Calzolaio Carlo Alberto.

Dopo aver lanciato un account Instagram per mostrare e raccontare i suoi work in progress, e una pagina Facebook per cominciare a farsi conoscere, pochi giorni fa Miriam ha messo online anche il sito, nel quale si possono ammirare i primi modelli, tutti molto essenziali e interamente fatti a mano utilizzando pelli di alta qualità conciate al vegetale.

«Faccio tutto io, dal principio alla fine. Disegno, taglio, cucio, martello, inchiodo, tiro, spingo, buco, pinzo, annodo, allaccio, incollo, levigo, rifinisco e infine finisco», dice.

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