I modelli di boat shoes per la bella stagione

Chi non vive parte dell’anno in coperta, tra alberi, bome, bompressi e chiglie, probabilmente farà fatica a nominare qualche gara di vela che non sia la celeberrima America’s Cup, per la quale, tuttavia, bisognerà aspettare marzo 2021, quando si aprirà la ventunesima edizione che vedrà sfidarsi i campioni in carica dell’Emirates Team New Zealand con gli italiani del Luna Rossa Challenger.

La stagione velistica, che si apre ogni anno con l’arrivo della primavera, è però molto ricca, tra competizioni nazionali — in Italia ci sono ad esempio quelle patrocinate dalla Federazione Italiana Vela e dalla Lega Italiana Vela — e internazionali: dalla Kiel Week (22-30 giugno a Kiel, in Germania) al 420 World Championships, che cambia nazione ospite ogni anno e nel 2019 si terrà dal 3 all’11 luglio a Vilamoura, in Portogallo. A questi si aggiungono centinaia di eventi in tutto il mondo, come dimostra il lungo calendario compilato da World Sailing, l’organismo che governa tutti gli sport velici.

Quella del veleggiare, dopotutto è una delle discipline sportive più antiche, praticata già nella Grecia antica. Da allora non si sono evoluti solo materiali e imbarcazioni ma anche le calzature indossate dai velisti, che per secoli hanno navigato a piedi scalzi o con normalissime scarpe. La vera svolta si è verificata in epoca piuttosto recente, precisamente nel 1935, quando il marinaio e inventore americano Paul Sperry ideò le boat shoes.

In realtà, oltre a Sperry, bisognerebbe ringraziare il suo cane. Dopo aver sperimentato sulla sua pelle i rischi di una caduta fuoribordo, infatti, il velista cominciò a rimuginare su un paio di calzature che potessero far presa sul ponte dell’imbarcazione senza rovinarlo. L’intuizione giusta gli venne quando vide il suo cocker spaniel camminare tranquillamente sul ghiaccio. Studiandone le zampe, capì che erano i cuscinetti morbidi e le scanalature a dare aderenza e pensò di applicare lo stesso principio a una suola in gomma.

“Past and present yacht clubs of New England”, L. Prang & Co., 1887
(New York Public Library)

Nacquero così le boat shoes, che diventarono sinonimo di alta società, di eleganza anche nel tempo libero, tra yacht club, cocktail e vacanze esotiche, per poi diventare di tendenza nell’abbigliamento di tutti i giorni soprattutto a partire dagli anni ‘80.

Costruite in maniera simile ai mocassini, ma con i lacci che passano anche ai lati e nella parte posteriore della tomaia per assicurarle bene al piede ed evitare che possano sfilarsi, le classiche scarpe da vela oggi non si utilizzano praticamente più nelle competizioni ma sono rimaste nei guardaroba, prodotte dai marchi più prestigiosi, come quelli italiani.