Calzature fatte a mano, Made in Italy e ispirate al Mediterraneo

Amble, in inglese, significa camminare lentamente, non per chissà quale difficoltà ma per puro piacere.
C’è tutta una filosofia di vita dietro a un concetto del genere: andarsene in giro non per muoversi da A a B ma per la semplice voglia di farlo, di scoprire, di farsi trasportare dall’istinto e dalla strada, dalla tanto citata serendipità. Avere il tempo di notare i piccoli dettagli, la gioia che si nasconde nelle piccole cose.

È da lì che viene il nome del nuovo marchio Amblême, fondato nel 2017 da Stefanie Fusi.
Nata in Svizzera ma cresciuta a Milano, Fusi lavora da anni nel mondo della moda, sia in qualità di consulente che collaborando con riviste come Vogue e L’Uomo Vogue.

Scegliendo di fuggire dalla “schiavitù” dei trend che cambiano di continuo, Amblême punta sull’essenzialità, che unita a un’alta qualità dei materiali e delle lavorazioni e un design orientato verso il modernismo, il risultato è una collezione di modelli che sono dei veri e propri “classici contemporanei”.

L’ispirazione arriva dal saper vivere slow, dalle atmosfere, gli scenari e la natura del Mediterraneo, da artisti e icone di stile come Florence Henri, Robert Mapplethorpe, la coppia Jane Birkin e Serge Gainsbourg, da luoghi quali la meravigliosa Villa Malaparte, a Capri, che ha anche dato il nome a uno dei modelli Amblême.

«Credo nell’individualità piuttosto che alle tendenze, e nella qualità rispetto alla quantità. Credo che poche cose ma buone portino a una vita più piena e ricca. In Amblême abbracciamo un concetto di vita più lento, incoraggiando il consumatore a comprare meno, a comprare cose di qualità e fare tesoro di ciò che si ha», spiega Fusi, che per la produzione ha scelto il Made in Italy, affidandosi ad artigiani milanesi.

Tutti i modelli sono realizzati a mano, con le migliori pelli e i migliori tessuti, e ogni scarpa ha bisogno di almeno 30 passaggi.

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