Sara, Vera e Marianna Giusti stanno rinnovando l’azienda di famiglia, che va avanti da tre generazioni.

GLI INIZI

Sulla maggior parte degli atlanti Montegranaro non c’è. Dopotutto è solo una piccola cittadina di poco più di 10.000 abitanti, a metà strada tra Macerata e Fermo, abbarbicata su uno dei tanti, meravigliosi colli che caratterizzano l’entroterra marchigiano. Ma basta cambiare “lente” e prospettiva per scoprire che in realtà questo è uno dei territori più importanti, a livello internazionale, per il settore calzaturiero. E lo è da ben due secoli. Qui, a fine settecento, venne inventata la chiochiera, una comoda pantofola con la suola in pelle di cavallo, e sempre qui, da allora, si producono calzature di altissima qualità, grazie all’abilità degli artigiani e al fiuto imprenditoriale dei montegranaresi.

È proprio dalla bravura, dal gusto e dall’eleganza di uno di loro che sono state gettate le basi per la Attilio Giusti Leombruni spa, oggi conosciuta con l’acronimo di AGL.
Siamo negli anni ‘50 e per vie di Montegranaro sono in molti a produrre scarpe. Ma c’è un uomo che ha uno stile tutto suo: si chiama Piero Giusti e ha una passione per il buon vestire. Abiti sartoriali, cappello Borsalino, cravatte napoletane — Giusti lo conoscono tutti e viene considerato come uno degli uomini più eleganti della zona. Le scarpe, però, se le produce da solo, per lui e per sua moglie Ruth.

Giusti lavora nel sottoscala di casa e nel 1958 comincia una piccola produzione di scarpe da donna, piantando il primo seme di quella che poi diventerà la AGL. Nel suo laboratorio porta spesso suo figlio, Attilio, che è abituato a starsene a giocare dentro la cesta dei prototipi.

LA CRESCITA

Cresciuto tra pelli, tomaie, suole e forme, è inevitabile che anche Attilio segua la strada tracciata dal padre, e infatti nel 1976 prende lui in mano le redini dell’azienda. Insieme a sua moglie, Chiara Leombruni, decide di cambiare nome alla società, che da quel momento diventa Attilio Giusti Leombruni e inizia ad espandersi, puntando sul valore del fatto a mano in Italia per conquistare i mercati stranieri.

AGL arriva nel Nord Europa, soprattutto in Germania. Nel frattempo, in seno all’azienda, sta muovendo i primi passi la prossima generazione della famiglia Giusti. Letteralmente: le tre figlie di Attilio e Chiara giocano fin da bambine con i ritagli di pelle e gli accessori trovati qua e là per la fabbrica. Si chiamano Sara, Vera e Marianna, hanno appena due anni di differenza l’una dall’altra e con quei ritagli creano i vestiti per le loro bambole.

Crescendo, le sorelle Giusti imparano il mestiere, tra gioco e curiosità. Da adolescenti passano le estati in fabbrica aiutando gli operai e scoprendo ogni singolo aspetto della creazione di una calzatura, dalla progettazione alla realizzazione.
Dopo aver fatto ciascuna il proprio percorso di studi e le proprie esperienze professionali, Sara, Vera e Marianna rientrano in azienda per assumerne il controllo quando, circa dieci anni fa, il padre Attilio pensa sia arrivato il momento per il passaggio di testimone.

Le tre sorelle si dividono quindi compiti e responsabilità in maniera molto naturale, in base alle rispettive attitudini e alla loro formazione.
«Io sono a capo dell’ufficio Marketing e comunicazione; Sara è il direttore commerciale; Marianna è la designer. Insieme creiamo le collezioni: facciamo ricerca, scegliamo le ispirazioni, decidiamo i materiali e gli accessori da utilizzare», racconta Vera Giusti a Italian Shoes.

LA QUALITÀ

100% italiane, prodotte nella fabbrica interna all’azienda con i materiali provenienti da fornitori italiani, le calzature AGL sono caratterizzate da un design essenziale e contemporaneo arricchito da dettagli originali e femminili.

«Sono pensate per donne moderne che, come noi, hanno vite frenetiche e si destreggiano tra gli impegni familiari e quelli professionali», spiega Vera Giusti, illustrando le caratteristiche che hanno reso i loro prodotti conosciuti e apprezzati in mercati anche molto diversi tra loro, dall’Europa agli Stati Uniti alla Russia.

IL FUTURO

Con 130 dipendenti, equamente suddivisi tra uomini e donne, l’azienda negli ultimi anni ha investito molto nella comunicazione, rinnovando completamente l’identità visiva del brand (affidata alla prestigiosa agenzia tedesca Meirè und Meirè), scegliendo per le proprie campagne icone di stile come Stella Tennant, Dakota Fanning, Maggie Gyllenhaal, realizzando fashion-film, e finendo nei guardaroba di celebrità come Gigi Hadid, Amy Adams, Mila Kunis, Elizabeth Olsen, Frida Pinto, Camila Mendes, Coco Rocha, Mia Moretti.

«Bisogna stare al passo dei continui cambiamenti del mondo veloce in cui viviamo: sia la comunicazione digitale che la distribuzione sono in continua evoluzione e noi dobbiamo essere moderni e contemporanei su tutti i settori», sostengono le sorelle Giusti.

Nel frattempo una nuova generazione sta preparandosi al futuro.
«Io ho tre figli», spiega Vera, «e sia Sara che Marianna ne hanno due. Li stiamo educando con gli stessi valori con cui i nostri genitori hanno cresciuto noi. Vogliamo che siano uniti e collaborativi tra di loro; che facciano le cose con passione, qualsiasi siano i loro interessi, e che si impegnino al massimo per raggiungere i loro obiettivi. E vengono già a giocare in azienda».

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